Governo assente, sulla nuova caserma sventola la bandiera della Lega

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Ad inaugurare la nuova caserma dei carabinieri di Busto Arsizio, oggi 21 febbraio, erano annunciati due ministri, non è arrivato neanche un sottosegretario. Non proprio il massimo da parte del governo giallorosso, impegnato a litigare e, evidentemente, poco interessato al territorio, ai militari dell’Arma e ai cittadini bustesi. Assenza comunque inaccettabile, qualunque siano le motivazioni che hanno impedito ai rappresentanti dell’esecutivo Conte di partecipare alla cerimonia.

Prima la titolare degli Interni Luciana Lamorgese, poi il ministro della Difesa Lorenzo Guerini: annunci di parte politica, finiti nel nulla. Se Lamorgese e Guerini avevano altro da fare si sarebbero dovuti preoccupare di mandare un sostituto, un viceministro, uno straccio di sottosegretario, insomma, qualcuno che rappresentasse il governo in un momento importante per la comunità bustocca e del Bustese, territorio tutt’altro che secondario nel contesto italiano. E non dobbiamo ripetere perché.

Vale però la pena ricordare che si stava celebrando l’avvio di una caserma che, per la retorica di Stato, è considerata, al pari di tutte le altre, un baluardo democratico e per la sicurezza. Un presidio irrinunciabile tra i cittadini e il Palazzo, di cui spesso si blatera ma, a conti fatti, quando è il momento di concretizzare i bei discorsi, si preferisce dare forfait. Tanto più che si tratta di un edificio in ballo da quasi vent’anni, un periodo lunghissimo, contrassegnato da intoppi e inghippi burocratici, giuridici e tecnici. Per dirla in un altro modo, un pasticcio all’italiana, generato certamente in sede locale ma stimolato dai gineprai normativi e procedurali dettati da Roma.

In questo modo, a conferire valore istituzionale all’iniziativa, a parte gli amministratori municipali, c’erano soltanto deputati e senatori  leghisti. Con loro, il governatore della Lombardia, anch’egli del Carroccio. Ciò a conferma che, se la situazione di impasse della caserma di via Bellini, precipitata in un vortice che pareva addirittura inesplicabile, è stata risolta, è merito – guarda caso – del governo precedente, quando la Lega aveva voce in capitolo ed ha potuto mettere mano alla questione.

Assenze vistose durante la mattinata anche da parte di onorevoli e consiglieri regionali del Pd, dei Cinque Stelle e di Forza Italia, eletti nei collegi della nostra area, quasi che la nuova caserma dei carabinieri di Busto appartenga a un altro mondo e abbia una sola matrice, quella della Lega. Che sia davvero così non possiamo giurarlo, ma l’impressione è proprio questa, quasi fattuale ci verrebbe da scrivere. Al pari di una struttura finalmente funzionale rispetto ai compiti dell’Arma. Che per essere affidabile e rispettosa della comunità, come sottolineato dal suo comandante generale durante il discorso inaugurale, ha bisogno anche di una logistica adeguata. In quanto, di una certa politica disattenta o, peggio, menefreghista può tranquillamente fare a meno.

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