MILANO – Da Giovenzano a Vimercate. Gli irriducibili nordisti, autonomisti o federalisti che siano, coloro che non si riconoscono in questa Lega troppo nazionale e troppo (non solo a loro dire) lontana dalle istanze padane ci riprovano. E dopo il Comitato Nord che vide la (sua) breve vita principiare al castello di Giovenzano, ora è tempo di Patto per il Nord, che domenica 13 ottobre vedrà la luce alla Lodovica di Vimercate.
Nordisti di tutta la Padania uniamoci
Paolo Grimoldi, a tirare il gruppo. Ma anche Roberto Bernardelli, Giuseppe Leoni, Roberto Castelli. Ecco alcuni dei nomi del gruppo promotore del Patto per il Nord. Volti noti negli ambienti leghisti (sono tutti ex di lunghissimo corso), tutti (o quasi tutti) presenti nel Comitato Nord. Domenica saranno a Vimercate.
Obiettivo: “Dare vita a una nuova realtà federalista, non solo a parole, una forza concreta, dialogante che ha già ottenuto un grande risultato, federare quasi tutti le realtà politiche fuoriuscite dalla lega e personalità cacciate dal movimento stesso. Forze che hanno un comune sentire, una comune visione , l’ amore è la priorità per il Nord – si legge nella nota ufficiale – Alla presentazione del 13 verrà svelato anche il simbolo del Patto del Nord, che è aperto e che sta raccogliendo anche tante persone moderate che mai si erano avvicinate alla Lega salviniana».
Una risposta al generale?
La domanda viene spontanea se si pensa alla recentissima Pontida, ma anche la cena varesina di Roberto Vannacci. Movimenti che, dentro o appena fuori il Carroccio, agitano la Lega.
«Crediamo che il Nord debba e possa ripartire ed oggi, tramite l’unica voce di Paolo Grimoldi vogliano ridare dignità, coraggio e impegno che riparta dai nostri comuni, dalle nostre municipalità, per riaffermare quei valori di federalismo, di valori solidali, di radici cristiane che contraddistinsero gli ideali di Miglio, di Bossi, passando da Carlo Cattaneo a Don Sturzo, ai milioni di amici del Nord che credettero e credono ancora in questo sogno».
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