La retorica social e il video dell'”esproprio proletario”
Sulla pagina Instagram aperta nelle ultime ore per reclutare manifestanti, i promotori rigettano le accuse di vandalismo ribaltando la narrazione sui recenti disordini: “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro. Violento è questo sistema che ci uccide”, si legge nei messaggi pubblicati in rete, accompagnati da slogan contro le forze dell’ordine. A confermare il legame diretto con le devastazioni e i saccheggi avvenuti in corso Garibaldi, via Montenapoleone e via Mercanti è la comparsa di un filmato propaganda diffuso dagli stessi amministratori della pagina: il video mostra alcuni dei giovani rimasti coinvolti nelle razzie ai negozi di abbigliamento sportivo e telefonia intenti a consegnare parte del materiale rubato a un senzatetto della zona, ribattezzando la rapina con la formula ideologica di “esproprio proletario”.
La risposta dell’ordine pubblico e il monitoraggio della rete
L’annuncio di cortei cadenzati a frequenza settimanale impone una complessa riorganizzazione dei dispositivi di sicurezza milanesi. Gli specialisti della Sezione Antiterrorismo e della DIGOS della Questura hanno avviato un monitoraggio informatico costante sui canali Telegram e sui profili social collegati al movimento per tracciare i promotori della rete e prevenire eventuali adunate non autorizzate nei prossimi fine settimana. L’attenzione degli investigatori rimane altissima sul rischio che le chiamate di piazza possano saldarsi con le frange più estreme delle tifoserie e con i gruppi di giovanissimi responsabili dei recenti assalti ai negozi, trasformando ogni appuntamento del sabato in una potenziale giornata di guerriglia urbana.
