Il punto nascita di Angera e il giuramento di Marco Colombo

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Egregio direttore,
sto seguendo con attenzione gli sviluppi della vicenda riguardante il punto nascite dell’ospedale di Angera, che la Regione adesso chiuderà. Una scelta che giudico sensata per la sicurezza delle mamme che lì vi partoriscono. Scontato infatti che un numero ridotto di parti, per altro con l’assistenza di medici che turnano di volta in volta da altri ospedali, non garantiscono funzionalità ed efficienza come in una maternità che, invece, conta centinaia, se non migliaia, di nascite all’anno. Peccato che Palazzo Lombardia sia arrivato a questa decisione dopo che, alla vigilia delle elezioni, aveva scelto contro ogni buon senso e, soprattutto, in spregio alle normative nazionali, di tenere in funzione il piccolo reparto. Decisione dettata dall’irrigidimento e dalla protesta di un gruppo di mamme, irresponsabilmente sostenute dalle autorità locali, in difesa della maternità angerese e, quindi, del punto nascite.
La Regione concesse una deroga. Anzi, sulla spinta delle proteste di allora promise che mai e poi mai avrebbe chiuso lo stesso reparto. Oggi è costretta a smentirsi per una serie di motivazioni, contraddicendo così quanto affermato in precedenza. La mia odierna presa di posizione è solo per ricordare a qualcuno, nella fattispecie il consigliere regionale leghista Marco Colombo, che non si può prendere in giro la gente. Dico questo perché a un dibattito elettorale a Taino (la sottoscritta era candidata per una lista a sostegno di  Giorgio Gori), Marco Colombo tuonò contro le mie osservazioni sul fatto che non sarebbe stato possibile tenere aperto il punto nascite di Angera. Colombo, allora ancora sindaco di Sesto Calende, addirittura giurò che nessuno avrebbe mai potuto mettervi mano; che se mai fosse accaduto, quel qualcuno avrebbero dovuto passare sul suo cadavere. Fui apostrofata in malo modo, come stessi dicendo un’eresia. Adesso vorrei che Colombo chiedesse innanzitutto scusa alle mamme di Angera, alle quali raccontò una cosa non vera. Per quanto riguarda la sottoscritta non pretendo né scuse né ragioni, ma soltanto il ripristino della verità che nessuna opportunità elettorale, nemmeno di chi ha poi vinto alle urne, può vanificare in modo tanto rozzo e persino vergognoso.

Anna Colombo
Busto Arsizio

Punto nascite colombo – MALPENSA24