Il rinascimento culturale di Busto passa anche da Miniartextil

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BUSTO ARSIZIO – Il calendario culturale cittadino si arricchisce in questi giorni grazie a una nuova prestigiosa mostra che dal 13 maggio troverà spazio al Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio, nell’ambito di BArt, il contenitore delle iniziative artistico-culturali promosse dall’Amministrazione Comunale. Dopo  l’apertura di una nuova sezione del Museo del Tessile dedicata alla collezione del sarto milanese Antonio Ferramini e l’inaugurazione della mostra di abiti di Alessandro Ubezio che a palazzo Cicogna sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, fino al 10 giugno sarà possibile ammirare le opere della XXVII edizione di Miniartextil.

Il Museo del Tessile, sorto su quello che fu lo stabilimento di filatura del cotonificio Ottolini, poi Bustese, racconta oggi uno dei più importanti segmenti dell’industria lombarda, quello della filiera tessile. Miniartextil, nata nel 1991 a Como e oggi nota in tutto il mondo, da sempre seleziona la migliore produzione nel campo della fiber art contemporanea. Da questo incontro è nato uno straordinario progetto culturale che vuole omaggiare una delle più antiche tradizioni produttive della nostra terra, attraverso opere di arte contemporanea che dialogheranno, grazie all’allestimento progettato da Mimmo Totaro, con le sale dell’ex cotonificio che ospita il Museo.

Riconoscimento alla città del tessile

maffioliBusto Arsizio si colloca al termine della lunga tournée internazionale che ha visto protagonista Miniartextil: da ottobre 2017, la mostra è stata ospitata a Como, Parigi Montrouge e Gif-Sur-Yvette.Grazie all’impegno dell’assessore alla Cultura, Manuela Maffioli (a destra nella foto con la presidente di Agesp Silvia Gatti), la rassegna approda ora nella città che più di altre ha avuto ed ha una vocazione tessile: Busto Arsizio. Contesto sottolineato, ieri in conferenza stampa e non senza emozione, sia dall’assessore sia da Luigi Giavini, appassionato storico delle tradizioni bustocche e delle sue vicende legate all’industria tessile. Nelle Sale Gemelle del Museo del Tessile, i visitatori incontreranno 12 installazioni, come l’onirico labirinto di Kyonori Shimada, che si potrà attraversare lasciandosi cullare dal suo colore, il bianco totale, la visionaria scultura tessile di Alexandra Kehayoglou, la delicata opera di Rolands Krutovs che fa profondamente riflettere sul tema della migrazione così come il lavoro Embrace Again, di Brankika Zilovic; e ancora le due lune di Wlodimierz Cygan, fiber artist polacco.

Spazio poi all’arte contemporanea africana con, sopra tutti, il grande El Anatsui, Leone d’Oro a La Biennale di Venezia del 2015 e il suo Seeds, arazzo rilucente e scintillante e, a seguire, Joel Andrianomearisoa e Vitshois Bondo. Gin Angri, fotografo comasco di fama internazionale, firma un suo importante scatto, Siamo tutti borderline. Questo lavoro si inserisce in un più ampio progetto di arte terapia fra l’Accademia di Belle Arti di Brera e l’Associazione Oltre Il Giardino di Como e che vede il proprio risultato in mostra nell’arazzo Ferite.

Piccole e preziose opere

Il cuore del progetto espositivo rimane però rappresentato dai 54 minitessili, piccoli e preziosi lavori di venti centimetri per lato, realizzati da artisti di tutto il mondo e selezionati da una prestigiosa giuria internazionale. “Miniartextil Borderline arriva a Busto Arsizio in una sede naturale, quella di una grande città dalla radicata tradizione tessile, che ne ha permeato il vissuto, la società, le abitudini, finanche il linguaggio. Vi arriva a conclusione di un trittico di esposizioni che dimostrano come il tessile si stia rinnovando e come la sua meta-morfosi conduca diritto all’arte. – osserva  l’assessore  Manuela   Maffioli – Collocazione naturale è inoltre il sito che ospiterà la mostra, il Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio: un mirabile esempio di archeologia industriale dedicato alla custodia, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio della nostra tradizione tessile, cui, oggi, questa mostra conferisce un plusvalore, completandone la bellezza”.

Sponsor che credono nella cultura

L’iniziativa, che va ad arricchire la nuova, grande offerta culturale cittadina . qualcuno la definisce addirittura una sorta di rinascimento della città – è   sostenuta   da   una   serie  di  partner  e   di   sponsor, tra i quali la bustocca Agesp,  che   hanno   creduto nell’importanza della mostra e della cultura come elemento di sviluppo e di crescita. Significativo, perché permetterà di far conoscere la mostra in tutta la Regione e di promuovere   il   turismo   sostenibile,   è   l’accordo   di   collaborazione   siglato dall’Amministrazione comunale con Trenord, travel partner dell’evento. In sintesi, Trenord permetterà nei giorni di sabato e domenica per la durata della mostra, un biglietto speciale Trenord Day Pass al prezzo di 13 Euro che consentirà di raggiungere Busto in treno da tutte le stazioni servite da Trenord. I bambini con meno di 14 anni viaggeranno gratis se accompagnati da un famigliare titolare del biglietto speciale. Ai possessori del biglietto sarà inoltre applicato uno sconto del 20% sul catalogo della mostra.  L’accordo prevede che Trenord sostenga la mostra anche attraverso un’attività di comunicazione sui suoi canali  (sito, store, app, newsletter, monitor Milano Cadorna e Porta Garibaldi, volantini).

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