GAVIRATE – Sono scoppiati a piangere i dipendenti di Ilma Plastica nel momento dell’annuncio della decisione del Tribunale di Varese. Erano le 16 di ieri pomeriggio, giovedì 19 settembre, quando la dirigenza ha ricevuto la comunicazione che di fatto mette la parola fine su una storia aziendale lunga quasi 90 anni. «L’azienda è fallita, arriverà un commissario»: questo il responso ufficiale. In un attimo tutte le speranze che erano state riposte nella possibilità di un esercizio provvisorio sono svanite. E l’emozione ha avuto il sopravvento in molti dei circa 140 dipendenti il cui futuro è ormai segnato.
Un baratro da cui uscire
Una doccia fredda dopo mesi di attesa trepidante. Un ritardo nella decisione, giunta dopo quasi un anno, che si sperava fosse legato ad ulteriori approfondimenti volti a salvare una realtà aziendale di queste dimensioni. La possibilità di una continuità sembrava qualcosa di più di un’ipotesi in base a quanto trapelato quest’estate nei contatti tra le parti. Ma così non è andata: è stato decretato il fallimento. Dai rappresentanti sindacali si è già alzata la richiesta di un ripensamento della decisione, e anche l’azienda stessa non resterà con le mani in mano. Quello che emerge all’indomani è che la dirigenza di Ilma Plastica farà di tutto per riuscire ad uscire da questo baratro. Le porte a cui bussare non mancano, anche a livello istituzionale, ma quello che ormai non è più a disposizione è il tempo. Se anche ci fosse un margine per un dietrofront con le tempistiche della burocrazia potrebbe non bastare: un mese o due di fermo sarebbero già letali per un’azienda come la Ilma Plastica che produce componenti per case automobilistiche di alta gamma, le cui linee di costruzione non possono certo aspettare.
A casa senza reddito
Con 87 anni di storia la Ilma Plastica fino a due anni fa contava su 200 dipendenti divisi in due settori. La crisi del mondo dell’auto ha accelerato fortemente la situazione di difficoltà che ha portato a problemi finanziari consistenti e alla decisione di ricorrere al Tribunale per poter andare avanti. La parte meccanica di costruzione stampi si è praticamente fermata, con il totale dei lavoratori sceso intorno alle 140 persone. Ora le attività sono bloccate e in questa situazione i dipendenti non possono contare su nessuna entrata: né ammortizzatori sociali, né cassa integrazione né stipendio. Lo stop alla Ilma Plastica oltre che costituire un danno per il territorio rischia di impattare su un indotto di almeno 20mila persone, con la mancata fornitura dei pezzi alle case automobilistiche per le catene di montaggio. E il paradosso è che sul conto dell’azienda c’è ancora liquidità, i magazzini sono pieni e proprio ieri erano stati pagati 90mila euro per del materiale ancora da consegnare. In merito alla crisi aziendale si terrà un’assemblea programmata dalla Cgil per il prossimo lunedì. E potranno seguire altre iniziative.
Gavirate, è fallimento per la Ilma Plastica. «Scelta che condanna 130 lavoratori»
ilma plastica arriva commissario – MALPENSA24
