BUSTO ARSIZIO – In commissione bilancio sfilano gli assessori, con le loro relazioni sul DUP, il documento che delinea l’ultimo triennio di amministrazione (2025-2027), mentre opta per il silenzio il sindaco Emanuele Antonelli. Scelta che il consigliere di opposizione Santo Cascio (Progetto in Comune) sospetta possa essere legata a «questo dannato tempo di voci sul rimpasto di giunta» ma è lo stesso sindaco a smentire ogni dietrologia: «Nei giorni scorsi sono stato operato, non mi sono preparato. Pensavo che le relazioni non si facessero oggi. Tranquilli, la farò in consiglio».
Lo spettro della deadline
Il tema è sulla bocca degli addetti ai lavori ma rimane il convitato di pietra della riunione in sala esagonale sul Documento unico di programmazione. Aleggia lo spettro del rimpasto di giunta, alla vigilia della deadline di domani, 10 settembre, che era stata fissata dai partiti prima del rinvio stabilito a luglio. Ma l’attesa delle decisioni resta sullo sfondo. Quasi come una sorta di “Fight Club” applicato alla politica bustocca: “La prima regola del rimpasto è che non si parla del rimpasto”. Almeno non pubblicamente.
Il “borsino”
Il sindaco Emanuele Antonelli lascia la scena agli assessori e si riserva di fare la sua relazione solo in consiglio comunale. «Per motivi personali» annuncia il presidente della commissione bilancio Simone Orsi. Poi il “mistero” viene svelato grazie all’intervento di Santo Cascio. Il quale non partecipa alla votazione della delibera del DUP, motivandolo così: «Non vorrei mai che questa sera, visto il silenzio dei componenti della maggioranza, ci sia un consenso unanime e poi il mio sindaco faccia una dichiarazione che rimpasta la giunta per ragioni diverse da una sfiducia al singolo assessore che non ha operato bene».
Le relazioni
Così, uno alla volta, gli attuali componenti dell’esecutivo snocciolano i programmi per il triennio 2025-2027. Che poi è il rush finale dell’Antonelli-bis, quello in cui si devono portare a termine le iniziative avviate nei primi tre anni. Perché «siamo al giro di boa di questa amministrazione», come fa notare l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni. «Non dirò quello che è stato fatto ma cercherò di trasmettere gli indirizzi» guarda avanti Maurizio Artusa, delegato allo sport, così come l’incaricato alla mobilità Salvatore Loschiavo, che elenca i progetti in corso, compresa l’ambiziosa metropolitana leggera. C’è anche chi non rinuncia a fare ironia: «Andrò a tagliare il prato al cimitero» rivela l’assessore ai cimiteri Mario Cislaghi tornando sulla polemica con l’ex assessore Arabini. E l’opposizione vuole entrare nel merito delle questioni: «Domande ce ne sono parecchie» introduce Cinzia Berutti del PD, bocciando le relazioni sull’urbanistica, «fumosa» (Mariani), gli impianti sportivi (Artusa), la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico «allo sbando» (Loschiavo).
Il “borsino”
Il clima è apparentemente tranquillo, ma pende sui singoli la “spada di Damocle” di una possibile destituzione. Nessuno è al sicuro, come già due mesi fa. I più a rischio, almeno ad oggi, appaiono Maurizio Artusa (Lista Antonelli), che peraltro proprio sabato ha ricevuto alla e-work Arena la visita, forse non casuale, dell’europarlamentare Mario Mantovani e del sottosegretario allo sport di Regione Lombardia Federica Picchi (entrambi di Fratelli d’Italia), e Daniela Cerana, che è in quota Fratelli d’Italia ma non è più in sintonia con il circolo cittadino. Ma resta il punto di domanda sulla Lega: dovrebbe lasciare una “casella” in giunta, delle tre attuali – adesso Giorgio Mariani sembra più in bilico di Paola Reguzzoni – ma la sezione guidata da Alessandro Albani resiste e contesta, manuale Cencelli alla mano, la lettura secondo cui FdI sarebbe in credito di posti. E in ogni caso nessuno si prende la responsabilità di scegliere il nome da sacrificare e difficilmente lo faranno altri per la Lega. Insomma, in quasi due mesi di stop la situazione non è praticamente cambiata. Il rischio è di un braccio di ferro con i “Fratelli” che scalpitano – e lo hanno fatto capire apertamente nei giorni scorsi con qualche messaggio “sostenuto” nelle chat di maggioranza, ad esempio sul caso del Borri – per rafforzare la propria delegazione in giunta.
Cosa succederà?
Il 10 settembre, domani, sarebbe la deadline che i partiti si erano dati nel mese di luglio quando la delicata partita del rimpasto di giunta era stata rinviata. E proprio domani ci si attende almeno un giro di telefonate tra il sindaco Antonelli e i segretari provinciali di Lega e Fratelli d’Italia per capire come muoversi. Nei tempi e nel merito.
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