“Insieme per Varese”, seconda fase: al fondo 450mila euro per le fasce più deboli

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VARESE – L’emergenza sanitaria in atto ne ha fatta deflagrare un’altra, di tipo sociale: la Fondazione Comunitaria del Varesotto, come ha annunciato lunedì 20 aprile, ha rinnovato il suo impegno per i più fragili destinando loro altri 450mila euro. L’istituzione filantropica ha infatti raccolto fin dall’inizio le richieste di aiuto del territorio, giunte tramite le associazioni di volontariato: da un lato ha creato con Fondazione Cariplo “Insieme per Varese”, fondo nato nel momento dell’emergenza ma destinato a durare nel tempo, per evitare che il terzo settore si trovi nuovamente impreparato di fronte a ulteriori situazioni critiche; dall’altro ha attivato l’omonima raccolta fondi per invitare la comunità civile a rinsaldarsi a favore delle persone in difficoltà.

La seconda fase della campagna

La prima fase della campagna “Insieme per Varese” si è conclusa martedì 7 aprile con il finanziamento di 18 progetti, per un totale di 158500 euro attribuiti ad associazioni ed enti di tutta la provincia di Varese. Sono 11 gli ultimi progetti che sono stati sostenuti e rispondono a esigenze molto varie, rispecchiando i nuovi bisogni che l’emergenza sanitaria ha aggravato. La seconda fase si è aperta con un importante stanziamento di 450mila euro nel segno della continuità e della solidarietà, per far sentire al territorio la presenza della Fondazione in un momento ancora di emergenza, ma nel quale si comincia anche a pensare a un graduale ritorno alla normalità; a questo proposito, come ha sottolineato il presidente Maurizio Ampollini, il rilancio passerà anche dal settore culturale.

Non è stato possibile far fronte a tutte le richieste

«Nessuno deve essere abbandonato, specialmente in questo momento: Fondazione Comunitaria del Varesotto ha fatto suo l’appello del terzo settore e dato voce ai bisogni di chi, spesso, non ne ha nessuna», ha dichiarato Ampollini. «Il valore economico rappresenta solo un aspetto delle azioni intraprese: è straordinaria l’efficacia in termini di ricaduta sociale e socio-assistenziale sul nostro territorio. La platea delle persone raggiunte, attraverso le associazioni che si sono rivolte a noi, è molto vasta ed è un campione ben rappresentativo di tutte le criticità che i cittadini stanno affrontando. Abbiamo deciso di implementare le risorse, anche perché non abbiamo potuto far fronte a tutte le richieste: questo ci fa capire che dobbiamo andare avanti a coinvolgere la popolazione e gli interlocutori. Ringrazio tutti i donatori, specialmente Fondazione Peppino Vismara che si è dimostrata molto generosa e attenta, e quanti doneranno ancora».

Un presidio a garanzia delle fasce più deboli

Come ha aggiunto il segretario generale Massimiliano Pavanello, «il dialogo costante con il territorio ci permette di intercettare situazioni di disagio ed emarginazione, e amplificare le richieste di aiuto: ma, una volta che questa fase di crisi acuta cesserà, Fondazione Comunitaria del Varesotto continuerà a essere un presidio a garanzia delle fasce più deboli, un punto di riferimento per gli enti del terzo settore e un interlocutore per istituzioni e organizzazioni della società civile». A fianco dell’impegno per il sociale proseguirà quello per il settore culturale con il lancio, a maggio, di nuovi bandi a suo sostegno: «le associazioni del territorio che lavorano in questo ambito possono continuare a contare sul nostro appoggio: siamo fermamente convinti che la cultura sia motore della ripresa», ha concluso Maurizio Ampollini.

Sicurezza e trasporto sanitario

Quanto ai nuovi progetti finanziati da Fondazione Comunitaria del Varesotto, le Rsa e le Rsd sono ancora nel pieno dell’emergenza: a loro è andato il sostegno per l’acquisto dei dispositivi di protezione necessari a operatori e ospiti. Alla Fondazione Istituto Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago sono state attribuite risorse pari a 15mila euro per il progetto “Un reparto per isolamento casi positivi Covid-19”.
L’istituto La Provvidenza di Busto Arsizio con “Aiutaci ad aiutare!” ha ottenuto 5mila euro per rifornire la struttura di tutti i dispositivi di protezione individuale mentre Opera don Guanella (Sumirago, Ispra) con “Fermarsi non si può” ha ottenuto 10mila euro per le strutture residenziali per anziani di Caidate, Sumirago e Barza d’Ispra.
Con il progetto “Dimissioni pazienti Covid-19”, che ha ottenuto 8mila euro, il comitato di Saronno della Croce Rossa ha rafforzato il servizio volto ad accompagnare a casa, dopo la degenza in ospedale, i pazienti risultati positivi al Covid. Sempre al trasporto è finalizzato “Stop Covid-19” di Sos Valceresio (Besano), finanziato con 10mila euro, che prevede l’acquisto di dotazioni Dpi indispensabili per consentire agli operatori di svolgere in sicurezza i servizi di emergenza-urgenza trasporto sanitario ai cittadini.

Buoni spesa, generi alimentari e tablet

In mancanza di lavoro si è drammaticamente ampliata la fascia delle persone più vulnerabili e delle famiglie travolte dalla crisi: la Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Varese (Varese) grazie al progetto “Una spesa per ricominciare”, finanziato con 8mila euro, ha incrementato il servizio di aiuto con la consegna di buoni spesa da usare nei maggiori supermercati della zona e il pagamento di affitti, bollette e rate di mutui. “Andrà tutto IN bene”, dell’associazione Banco di Solidarietà Alimentare Nonsolopane (Varese), e “Porte aperte”, dell’istituto Suore della Riparazione (Varese), che hanno ricevuto rispettivamente 14mila euro e 2mila euro, si occupano di distribuire prodotti alimentari a persone bisognose.
Alla parrocchia di San Giuseppe (Busto Arsizio), con il contributo di 1000 euro per il “Sostegno alimentare Sanitari Infettivologia – Covid – Ospedale Busto Arsizio” sono stati forniti generi alimentari e di conforto per i degenti e il personale dell’ospedale della città, impegnato in prima linea nel reparto di Infettivologia-Covid. Alla consegna della spesa e dei farmaci a domicilio, in particolare ad anziani e ammalati, sovrintende il comitato dell’Insubria della Croce Rossa grazie a “Con i cittadini per l’emergenza Covid-19”, finanziato con 10mila euro.
Guarda invece ai più giovani il progetto “Un de-vice per tutti” dell’istituto comprensivo Varese 4 “Anna Frank” che con il contributo di 2mila euro permetterà di acquistare tablet per alunni provenienti da famiglie con difficoltà, così da consentire loro la fruizione delle lezioni a distanza.

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