L’INCORNATA Inter e Milan: non è colpa solo di Gattuso e Spalletti

inter milan crisi

Non sono estimatore né di Gattuso, tantomeno di Spalletti, ma metterli già nel mirino è un grande errore. Come se poi il “condor” Antonio Conte, che volteggia sulla testa dei due tecnici di Milano, fosse l’elisir di immediata guarigione. Dopo due giornate (una sola per Ringhio) è davvero impossibile giudicare in un senso o nell’altro il lavoro dei due allenatori, finiti fisiologicamente nel tritacarne del calcio mediatico italiano. In casa Inter ad esempio perché prendersela solo con Spalletti? Perché il mirino non viene mai puntato contro chi costruisce una squadra (Piero Ausilio) – e sceglie allenatori (compreso Spalletti) – che negli ultimi 6 anni è andata in Champions una sola volta, l’anno scorso, per il rotto della cuffia? Anche quest’anno tra le grandi fanfare è stato fatto credere alla gente dell’Inter (complimenti per la grande partecipazione allo stadio, roba spettacolare) che era stata allestita l’outsider della Juve. Sabato i bianconeri hanno vinto in scioltezza, e se non accadranno cose epocali da qui alla fine, la storia proseguirà senza sorprese, lasciando in panchina Dybala, Cuadrado, Benatia, Perin, Emre Can, Douglas Costa, giusto per chiarire la potenza di fuoco della squadra di Allegri. Come si fa a convincere anche il più ottimista dei tifosi nerazzurri di potersela giocare quasi alla pari con la Juve se in mezzo al campo la squadra è identica a quella che scendeva in campo prima di gennaio. e quindi con Brozovic e Vecino e senza Rafinha (gravissima perdita)? Il mercato a “noleggio” proprio non lo capisco: anche l’anno prossimo per riscattare i giocatori presi con diritti di riscatto altissimi (vedi i 35 milioni di euro per Keita) serviranno cifre spropositate con il rischio concreto di ripetere i “casi” Rafihna e Cancelo, mai riscattati e anzi serviti su un piatto dorato alla concorrenza. Si aspetta il “Ninja” come il Messia. Spalletti saprà utilizzarlo al meglio, valorizzando l’orchestra, buona, ma non a livello di primato. Se mancava un centrale di centrocampo e l’Inter, infatti, ha tentato di prendere uno tra Vidal e Modric, perché poi virare su Keita che tutto è tranne che un centrocampista di qualità con compiti di regia? Mercato schizofrenico, come quello di Monchi a Roma che si era fatto soffiare Malcolm e poi, anziché proseguire la caccia a un esterno d’attacco, è piombato su un centrocampista centrale (Nzonzi), lasciando perdere l’attaccante. Andando sul Milan, Gattuso probabilmente avrà anche sbagliato qualche scelta nel secondo tempo di Napoli. Secondo me già la formazione iniziale con Musacchio centrale al posto di Caldara, Biglia in regia, Rodriguez ancora in campo anziché puntare subito su Laxalt, non era proprio il top, ma il piano gara nel primo tempo era stato giusto e corretto. Squadra corta, aggressiva e molto ben in palla. Nel secondo tempo si sono sciolti. Ma anche nel caso del Milan far credere ai tifosi che con l’arrivo di Higuain ci fosse già una squadra da primi tre posti è stato un errore colossale. Il livello è buono, ma non eccellente, e Gattuso non può certo fare miracoli. Di sicuro farebbe meglio a evitare in conferenza stampa di evidenziare i limiti tecnici, tattici e dinamici dei giocatori che gli hanno comprato (Caldara e Bakayoko). Qualcuno dice che serve per temprarli: per me è solo un modo per creare inutilmente ruggine nello spogliatoio. Intanto la Juve vola, ma non Cr7, e la Spal è sorprendente capolista insieme ai bianconeri e al Napoli di Ancelotti che ha fatto punteggio pieno, nonostante avesse il calendario più complesso di tutte le avversarie.

milan inter crisi – MALPENSA24