BUSTO ARSIZIO – «No all’insofferenza nei confronti dei cani e all’intolleranza verso chi li porta in giro. C’è un clima inaccettabile che rischia di disincentivare le adozioni». Dopo il caso dell’aggressione a La Spezia dell’ex consigliere bustese Antonio Corrado, malmenato perché portava il suo meticcio a fare una passeggiata in tarda serata, esprime tutta la sua preoccupazione Alessandro Albani, consigliere comunale e segretario della Lega di Busto ma soprattutto amico degli animali e da sempre impegnato nella loro tutela ma anche nella responsabilizzazione dei “padroni”. Prendendo spunto dall’inquietante episodio per chiedere, anche a Busto, «iniziative che possano tutelare i cani e i loro conduttori, come ad esempio il test del Dna sugli escrementi degli animali per sanzionare chi non li raccoglie per strada».
La solidarietà
«Massima solidarietà all’amico Corrado, l’ho sentito al telefono e sono contento che si stia riprendendo dallo choc che ha vissuto – riferisce Albani – questa vicenda mette in luce una “fobia” che sta diventando preoccupante. E personalmente sono stanco di essere additato come uno che ama gli animali più delle persone. Al di là del fatto che sono gli esseri umani che stanno rendendo questo mondo invivibile, è ora di capire che bisogna convivere nel rispetto reciproco, uomini e animali insieme». E quindi «il clima di ostilità che si sta creando» – Albani allude alla recente polemica sui nomi umani ai cani da parte del ministro della famiglia Eugenia Roccella – «non giova, e rischia di disincentivare le adozioni. Ed è un problema, dopo che con la pandemia abbiamo tutti scoperto l’importanza e l’utilità, anche terapeutica, degli animali da compagnia, soprattutto per le persone sole e anziane».
Le responsabilità
La crescente intolleranza denunciata anche da Antonio Corrado è un tema che Alessandro Albani non vuole sottovalutare. «Si percepisce un fastidio diffuso che non è accettabile, ma va ricordato anche che sono i conduttori, i cosiddetti “padroni” dei cani, ad essere al 100% responsabili dei propri animali e del loro comportamento. Sono il primo ad essere infastidito quando vedo gli escrementi dei cani per strada, ma sono anche il primo a promuovere la possibilità di accesso per gli animali nei negozi e nei ristoranti. Essere attenti ed educati è un dovere dei conduttori, tanto che provocatoriamente mi verrebbe da dire che forse ci vorrebbe un patentino per far capire come educare i cani a tenere un comportamento corretto».
Le soluzioni. Anche a Busto
E allora, vista la delicatezza del problema e «i rischi che si corrono se non lo si affronta nella sua complessità» – fino agli estremi come dimostra la vicenda capitata ad Antonio Corrado – Albani prova a cogliere lo spunto di questo caso che a Busto ha suscitato tanto scalpore per portare la questione anche sui tavoli dell’amministrazione. «Serve un cambio di mentalità ma servono anche azioni concrete che vadano a “sminare” questa crescente insofferenza – sottolinea il consigliere leghista – mi farò promotore con la maggioranza di proposte in questo senso». Una delle quali potrebbe essere quella di adottare un sistema lanciato nella vicina Malnate anni fa per inchiodare i padroni incivili e disincentivare la maleducazione di chi non pulisce, quello di «far effettuare sulle deiezioni canine test del Dna per risalire ai proprietari dell’animale e multarli».
