SARONNO – Dopo il tonfo il silenzio. La politica, in attesa che la campagna elettorale prenda quota, si muove in punta di piedi. Spenti gli abbaglianti, i partiti procedono con solo le luci di posizione accese. Il primo tacito obiettivo è: lasciar decantare l’intera situazione. C’è una diffusa (e non detta) voglia di rimozione per quanto accaduta nelle ultime settimane all’ombra del Santuario. Prima di riaprire il vaso di Pandora e irrorare la sfida elettorale di veleni. Perché ce ne saranno, eccome se ce ne saranno. Ma sotto il pelo dell’acqua di una situazione che sembra stagnante i movimenti non mancano. E il primo cavallo che entra nella giostra delle candidatura è un forzista.
Prima ipotesi di candidatura
Nome: Giuseppe. Cognome: Anselmo. Giuseppe Anselmo è il primo nome che gira tra i possibili candidati alla guida del centrodestra alle prossime elezioni. Al momento è solo un’ipotesi. Ancora da portare sul tavolo provinciale della coalizione. Ancora da valutare. Ma che, raccontano in alcuni ambienti della politica provinciale, nasce zoppa.
Giovane, deciso e, ambizioso il giusto. Giuseppe Anselmo potrebbe essere il profilo perfetto da spendere in una partita che se fosse in schedina sarebbe da tripla. Nel senso che il centrodestra, con una coalizione avversaria che di fatto è andata in frantumi, ha tra le mani il pallone da piazzare sul dischetto del rigore. Ma da qui a fare gol e vincere ce ne passa.
La palla che scotta
Primo: a sinistra tutti hanno abbassato le serrande e fatto quadrato. Non trapela nulla anche se i provinciali si sono riuniti per ricomporre i cocci consapevoli che potrebbero perdere la città dopo averla strappata al centrodestra.
Secondo: il centrodestra vuole presentarsi unito, perché potrebbe chiudere la parentesi all’opposizione, ma non è scontato che si trovi la giusta quadra. Situazione fluida. E si fanno i primi nomi. Tutti cercano l’uomo faro, quello capace di svoltare, di ridare quella verve che al centrodestra saronnese manca da un po’. Perché, diciamolo chiaro: l’Airoldi band, fin dalle prime battute si è distinta per masochismo politico fino al harakiri rendendo di fatto meno arduo il compito dell’opposizione, che a parte la spallata finale, ha lasciato fare.
Sparta e Atene
E ora che quel calcio di rigore regalato c’è, la sfera scotta più una palla infuocata. Anselmo dicevamo, pare abbia già fatto sapere di essere pronto. Forza Italia permettendo, aggiungiamo. Perché nel partito fondato da Berlusconi c’è chi dice “no” e c’è chi sta scandagliando la città per trovare un’alternativa, un altro profilo. Insomma i forzisti in quel di Saronno (ma anche a Busto, Gallarate e Varese) non sono poi così uniti. Nella Città degli Amaretti, ad esempio, nel recente passato, non hanno perso occasione di evidenziare la spaccatura tra le scelte prese dal consigliere forzista e una parte del partito. Sconfessioni e tensioni. Ma anche posizioni. Su tutte: quale partita giocherà l’area politica che fa riferimento a Librandi? E più nel dettaglio quale decisione prenderanno i Gilli? Si ricandidano? Si candida solo Marta Gilli? Con chi? In Forza Italia? E Lega e Fratelli d’Italia staranno a guardare, oppure sul tavolo caleranno una candidatura di bandiera? Insomma, se Atene (centrosinistra) piange, Sparta (centrodestra) non ride. Eppure a Saronno qualcuno che si diverte c’è.
