l’Italia di Mancini gioca a calcio ma ha poco talento

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Italia-Finlandia per chiudere o quasi il conto qualificazione. Niente Serie A, ma fine settimana dedicato alle partite di qualificazione al prossimo europeo. Italia a caccia di brillantezza dopo la vittoria poco esaltante in Armenia. Passo indietro sul piano del gioco per la squadra di Mancini dopo le prime belle partite. Poco gioco, geometrie esistenti a tratti, condizione generale approssimativa. Squadra complessivamente sopravvalutata. Troppo spesso si parla forse troppo velocemente di rinascimento italiano, ma visti gli interpreti probabilmente è sempre prematuro farlo, anche perché il girone di qualificazione è mediocre. Grecia, Bosnia e Finlandia non possono essere rivali credibili per una squadra a caccia di una nuova identità calcistica. Sul piano tecnico Mancini sta facendo un grande lavoro, ma gli interpreti non sono all’altezza delle grandi nazionali del passato. Belotti, non certo un top, è il centravanti migliore d’Italia. Bernardeschi, panchinaro di lusso alla Juve, è un titolare inamovibile di questa squadra. La difesa, senza Chiellini, non sembra avere grandi top. Così come in mezzo e davanti. Tanti buoni giocatori, ma nulla di straordinario. Ci si aggrappa al gioco. Ma per il resto davvero poca cosa.

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