ITS al Macello, è scontro a Busto. Il sindaco: «Troppi 5,5 milioni. Lo faremo, non ora»

A sinistra, il capannone dell'ex Macello destinato ad ospitare una parte dell'ITS

BUSTO ARSIZIO – Il caso della rinuncia all’ITS previsto all’ex Macello irrompe in consiglio comunale, ed è scontro tra maggioranza e opposizione. Il sindaco Emanuele Antonelli ribatte alle critiche: «Sono convinto di aver fatto bene a non spendere 5,5 milioni, ricordatevi che sono soldi dei cittadini – rinfaccia all’opposizione -ma lo faremo, cercando altri finanziamenti e con più capitali privati». Ma l’ex sindaco Gigi Farioli lancia un appello: «Mi voglio illudere che non sia finita qui».

Cascio dà fuoco alle polveri

Nell’accesa discussione sul Documento Unico di Programmazione 2026/2028, è il consigliere di centrosinistra Santo Cascio (Progetto in comune) a sollevare il caso che da giorni è al centro delle cronache cittadine. «È l’ultima prova dell’incapacità di indirizzare una volontà precisa di rigenerazione – l’affondo di Cascio – quando partecipiamo a un bando, ci danno 2 milioni e poi ci ritiriamo come la chiamiamo? Vuol dire rinunciare all’apertura di un’offerta tecnologica superiore. Questi sono investimenti, e una risposta ai giovani e al mondo del lavoro».

Le repliche

La prima a replicare è l’assessore alle politiche educative Chiara Colombo: «L’ITS è un punto fondamentale, ma supporto quello che ha fatto il sindaco. La cifra necessaria è molto elevata. Ma Busto abbandona la ristrutturazione di una parte di edificio, non il concetto di ITS. Ci vorranno tempi più lunghi ma ci saranno bandi per reinserire l’ITS e l’università, ci stiamo lavorando. L’attenzione c’è, dobbiamo trovare il tempo giusto e non sprecare il denaro dei cittadini». Dai banchi della maggioranza il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani: «Non ci fa piacere aver accantonato l’ITS ma ci sono tante grandi opere in corso e non si può fare tutto. È una porta che lasciamo aperta per cercare altri bandi in futuro».

L’appello “in corner” di Farioli

Dall’opposizione che sta per diventare maggioranza è invece Gigi Farioli (PRL, presto Forza Italia) a lanciare un appello a non lasciar cadere quello che definisce un «coraggioso investimento buono, come direbbe Draghi», sul nuovo ITS all’ex Macello: «Mi voglio illudere che questo percorso non sia terminato». Tanto da aver verificato in Regione che «i due milioni a cui si è rinunciato non risulterebbero ancora definitivi». Per l’ex sindaco infatti «il 90% degli investimenti Pnrr sono spese che saranno costi, in quel progetto l’ITS è l’unico che ha un ritorno certo», pertanto l’invito è a ripensarci: «Abbiamo un bilancio, e dite che siamo solidissimi, decliniamolo con coraggio e voglia di investire. Voteremo a favore, ed è un segnale di forte sostegno all’amministrazione nel 2026, anno cruciale per il PNRR. Tutti insieme per vincere, sperando ci sia anche il progetto del Macello».

Il sindaco chiude la porta

Ma sull’opzione di salvare in corner i fondi del bando Arest chiude la porta il sindaco Emanuele Antonelli. «Con il PNRR sto mettendo a posto l’ira di Dio ma sempre in cofinanziamento, tiriamo fuori tanti soldi. E spesso dimenticate che sono soldi dei cittadini». Poi spiega la filosofia alla base della scelta di rinunciare al progetto: «Sono stupido, ragiono più da privato, nel pubblico di solito è meglio fare tanto debito. Non farei più bella figura spendendo quei soldi? Ho fatto così in provincia, ho lasciato il “bottino” e appena arrivati quelli dopo di me hanno regalato 15 milioni ai comuni – e ora se ne stanno pentendo – che potevano servire per mettere a posto le scuole». E l’ITS all’ex Macello sarebbe arrivato a costare al Comune «5,5 milioni – chiarisce il sindaco Antonelli – già 3 milioni mi pesavano. Ma noi non perdiamo questa scuola che si sarebbe trasferita ma continua a Samarate nella sua sede attuale. Ho provato a chiedere fondi agli industriali e alla Camera di Commercio, anche ad aumentare un po’ l’affitto previsto, ma non sono riuscito a coprire l’incremento di spesa. E sono convinto di aver fatto bene a non spendere 5,5 milioni. L’ITS lo faremo: voglio cercare altri finanziamenti, magari con una partecipazione più alta del privato. Ma a me piacerebbe rimanere comune virtuoso e lasciare tanti soldi a chi verrà dopo di me per avere una sicurezza alle spalle. Mi auguro solo che chi viene dopo di me non faccia come in Provincia…». E l’assessore Chiara Colombo aggiunge: «Per noi l’ITS è una rinuncia ma ad ottobre partirà la facoltà di scienze motorie dell’università dell’Insubria con 50 studenti. Segno che l’interesse è a mantenere la cultura e la didattica sotto tutti gli aspetti».

L’ITS all’ex Macello non si farà: Busto rinuncia a due milioni per non metterne altri due

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