Piazze calde. Estrema destra in marcia: «Busto è nostra». Antifa: «Qui a dire no»

BUSTO ARSIZIO – «Busto è nostra e ci appartiene». Lo hanno scandito i manifestanti dei gruppi estrema destra che hanno presidiato piazza Garibaldi, di fronte al ritrovo dei “maranza” finito al centro delle cronache per la rivolta contro la Polizia dello scorso 10 gennaio. «Non sono ronde – chiarisce Checco Lattuada, l’ex esponente di Fratelli d’Italia che si riscopre capopopolo con il megafono in mano – non dobbiamo diventare una banlieue, non dobbiamo lasciare che le nostre piazze vengano occupate da altri». In un centro blindato dalle camionette di Polizia e Carabinieri, è sfida a distanza con la sinistra radicale scesa in piazza Santa Maria «per dire no» ai «fascisti».

Tutto in una domenica

Emanuele Fiano in sala Verdi

Clima e toni da anni ’70 in centro a Busto Arsizio per una domenica di opposti estremismi, ma senza scontri. Più di 200 persone in piazza Garibaldi con l’estrema destra, un centinaio in piazza Santa Maria per la sinistra radicale e gli antifascisti. E nella sala Verdi di via Pozzi interviene di fronte ad un’ottantina di persone (tra cui diversi esponenti del PD)  il già deputato Dem Emanuele Fiano per la giornata della Memoria con ANPI, Raggruppamento Alfredo Di Dio, Amici di Angioletto e comitato Socicoop.

La piazza antifascista

In piazza Santa Maria si sono ritrovate le sigle della sinistra radicale (PCI, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo ma anche Sinistra Italiana ed Europa Verde), sindacati (Adl) e le associazioni antifasciste del territorio (tra cui Circolo Gagarin, Laudato Si San Francesco, Il Quadrifoglio, Assemblea Popolare), che hanno risposto all’appello dal Comitato Antifascista e del gruppo Tanuki. «Di fronte al presidio fascista a Busto Arsizio gli organi istituzionali non hanno detto nulla, non hanno mosso un dito – spiega il rappresentante del comitato Angelo Renna – perciò ci è sembrato giusto e necessario scendere in piazza e dire no, non dovete prendere in mano la città e le istituzioni». Prende il microfono anche uno dei giovani di Tanuki che si era arrampicato su un albero per protestare contro i campi da padel di Sacconago: «I due ragazzi arrestati in piazza Garibaldi sono stati rinchiusi nell’inferno del CPR di Gradisca d’Isonzo per un falso problema creato ad hoc dalla propaganda delle destre, che parlano di baby gang e maranza, ma lì c’è solo chi sta in piazza liberamente e non nei baretti e nei dehors dove si paga tanto. La questione sociale non può essere risolta con le ronde e con quattro fascisti babbei o fomentando la guerra tra poveri». Critiche al PD: «Non ci stupisce la loro assenza. Hanno proposto il divieto di alcol che è una paraculata». E Gianluca dell’associazione Il Quadrifoglio, è tranchant: «Serve un nuovo 25 Aprile».

La marcia su Busto

Un’ora dopo, in Piazza Garibaldi, proprio di fronte al McDonald’s teatro della rivolta dei “maranza” contro la polizia, è arrivato il corteo con le bandiere tricolori “convocato” da Checco Lattuada e popolato da ultras e gruppi della destra nazionalista e identitaria, come CasaPound, Do.Ra, Rete Patrioti, i veronesi di Fortezza Europa, Excalibur. Almeno 200 persone, tra cui diversi cittadini, più qualche curioso, ma anche l’ex coordinatore di FdI Massimiliano Nardi. Subito viene esposto lo striscione “Difendi la tua città” e partono i cori “Italia agli italiani, Europa agli europei” e “Nel centro città e in ogni quartiere, Busto è nostra e ci appartiene“, mentre i “maranza” si sono dileguati. «Siamo tantissimi, almeno 400» sostiene Checco Lattuada, che fa notare le «numerose presenze» di “civili” non appartenenti ai gruppi organizzati. «Busto è da sempre una città votata all’integrazione – ricorda – se lavori e ti integri va bene, se fai altro allora non va bene. Noi siamo qua a dire basta: non toccate le piazze che sono l’anima della città».

Le voci della mobilitazione

«C’è chi sostiene che i treni sono in ritardo per colpa loro (degli immigrati, ndr), io non integro questa gente» e chi sfida la “contro-piazza” della sinistra radicale: «Sono lì a contestarci e dire che per colpa nostra la città è meno sicura, ma non l’ho mai vista una loro manifestazione così ordinata e pacifica». E Giorgio Rizzitano, di Casa Pound, proclama: «Questa è una piazza di italiani. Questa città è nostra, ci appartiene per diritto di nascita. Difendere la nostra nazione è un dovere, e partiamo da qua». Manifestazioni simili si sono già tenute in altre piazze, il movimento non si esaurisce a Busto. Qui l’adunata finisce con i fumogeni e con il coro rivolto a Raffaele Carlomagno, il tifoso della Pro Patria in coma dopo essere caduto nel fossato dello stadio “Piola” di Novara.

«Riprendiamoci le piazze di Busto»: c’è Lattuada alla guida del presidio contro i “maranza”

busto arsizio piazze destra – MALPENSA24
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