La sorpresa nell’uovo di Pasqua

bottini salvini di maio

di Gian Franco Bottini

Incontro di auguri e commiati, in vista delle brevi vacanze pasquali, al bar degli Umarell dove ci eravamo presentati proprio mentre il Sempreverde, di pura razza padana, stava spiegando ai non lumbard cosa era l’ “ insalata e ciapp” (piatto tipico pasquale ), dove per “ciapp” non si intende altro che uova sode tagliate a metà, lascivamente appoggiate sull’insalata con la parte curva in evidenza e richiamanti in maniera provocatoria il lato B di sinuose fanciulle. Incoraggiato dalle risatine aveva poi continuato affermando che la tradizione voleva che a Pasquetta i nostri antenati si radunassero, davanti alle cascine, tutti in cerchio nei prati oramai in pieno risveglio primaverile e, muniti di marmitte di insalata “bacunscei” appena raccolta , ricevessero dalla massaia la loro dotazione di “ ciapp”.

Dopo un attimo di compiaciuto silenzio il Sempreverde , in piena euforia, aveva pensato di concludere la sua lezione di tradizioni locali spiegando altresì che, sempre a detta dei suoi vecchi, l’espressione “và a dà via i ciapp” non ha nulla di volgare né di offensivo ma che proprio da quella tradizione traeva il suo vero significato di “pensa ai fatti tuoi”; tanto , con quella espressione, volevano dire gli uomini quando invitavano le loro massaie a non interferire nei loro discorsi da maschi un po’ alticci e a continuare nel loro compito di distribuzione delle uova sode.

Il Professore aveva subìto , con sufficienza , quella lezione di non elevato contenuto scientifico e aveva rapidamente portata la discussione sulle prossime elezioni europee che rappresentavano, a suo dire, una fonte di diffusi mugugni nel gruppo. “Tutti dicono – affermava lui – che vogliono andare là per “cambiare l’Europa”, ma se ognuno la vuol cambiare alla sua maniera finisce che , come al solito, non si cambia un bel nulla. La verità è che i partiti, dalle nostre parti, stanno usando queste elezioni come fossero un grande sondaggio col marchio di qualità, con l’intendimento di sbandierare poi i loro risultati sotto il naso degli amici/avversari. Votiamo per l’Europa ma, al di là delle solite frasi confezionate, di Europa chi ne parla? La sola verità che sento dire da tutti è che l’Europa, per ora, ci tratta come delle pezze da piedi. Bene, e dove erano in questi anni quelli che della cosa si accorgono solo adesso? O magari andava bene anche a loro?”

E qui era intervenuto l’Avvocato, che da qualche settimana aveva preso a frequentare quel gruppo: “E’ vero, ma la colpa è nostra che fin che ce l’hanno consentito ci accontentavamo di portare a casa quello che ci permettevan, facendo poi le nostre furbate che io in tribunale ho provato a dover difendere; gli altri intanto si accomodavano nei posti di comando e si intrufolavano nelle cose importanti. Noi per
decenni abbiamo considerato l’Europa una vacca da mungere e i nostri rappresentanti, in larga misura , come un secondo lavoro molto ben pagato e che non faceva questioni di assenteismo.

“ Soddisfatto della sua arringa l’Avvocato aveva lasciata la parola al Pensionato che da qualche minuto stava friggendo: “Ben ades, per quel che se capis- aveva aggredito alternando il dialetto all’italiano come faceva ogniqualvolta si innervosiva – la storia l’è minga cambiada …dai nomi che fan girare dimmi quale è quello di uno che và là e “cambia l’Europa”. Te vedet di fach che i salten feora dopo 5 an, che i veuren fas vutà e se te domandet cusa han fai per nun in quei an chì, te risponden che “han difeso gli interessi dell’Italia”…e mi me vegn de rid!”

“C’è poco da ridere caro mio – s’era lasciato coinvolgere il Professore – questa storia delle elezioni europee ci sta mettendo nei guai, perché da quando è in piedi il nostro Governo è in costante campagna elettorale e tu l’esperienza ce l’hai per capire che una campagna elettorale lunga un anno , dove l’obbiettivo sono solo i voti, non è una cosa buona per un Paese già in difficoltà come il nostro “ .​“E già – aveva ripreso il Pensionato che si vedeva avere una gran voglia di provocare il Sempreverde, unico chiaro rappresentante, lì presente, di un partito di governo – ades, i tò amis, in lì chi fan el giug di tri cart per nascondere le cose. Sta tranquillo, Sempreverde, che nel tuo uovo di Pasqua c’è già dentro un bel aumento dell’Iva che pagheremo tutti insieme, pensionati in primis, per far fronte ai voster Reddito di cittadinanza e Quota 100, che vi son serviti per portare a casa i voti, soprattutto da quei là della Bàsa. E nun paghem!”

Il Sempreverde, tutto considerato incolpevole, sentiva la forte antipatia che si era creata nei suoi confronti e cercava in qualche modo di fronteggiarla : “No, ma ades mandum là tuta gente nuova e giuina, con le quote rosa poi….. “
Il Pensionato, nervoso e ansioso di partire per Arenzano, non l’aveva neanche lasciato finire e aveva fatto partire come una schioppettata i suoi personalizzati auguri pasquali: “ Sempreverde, và a dà via i ciap, tì e le tue quote rosa…” aggiungendo poi, mellifluamente, che la sua
non era certo una offesa, come del resto gli aveva poc’anzi insegnato lui. E con qualche risata e, malgrado i pareri discordi, anche con qualche amichevole pacca sulle spalle, la riunione pasquale degli Umarell era via via andata scemando di intensità.

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