di Claudio Ghisalberti
La 18a tappa del Giro d’Italia, con arrivo a Cesano Maderno, ha detto davvero poco. “Poco? Direi niente – attacca Re Leone Mario Cipollini -. Anzi, una cosa l’ha detta, quella che i ciclisti in gara sono poco professionali perché una cittadina come quella di oggi (ieri ndr), come anche ogni arrivo di tappa, non si merita che il gruppo arrivi a due all’ora con 15 minuti di ritardo”.
Quando tu correvi non è mai capitato?
“Sinceramente non me lo ricordo. Però è veramente un altro mondo, il nostro. Credo che la diretta tv totale e tutto questo appeal che ha il ciclismo in qualche modo meriti anche un riconoscimento un po’ più appassionato. Arrivare in parata a un quarto d’ora, dopo che ha vinto Nico Denz, con tutto il rispetto, non è bello”.
E quasi il gruppo fa la frittata. Nel circuito finale ha rischiato di essere ripreso dai fuggitivi. Sarebbe stato il caos totale.
“Certo, la Q36,5 che era l’unica delle quattro squadre invitate al Giro a non avere uomini in fuga s’è dovuta mettere a tirare per non arrivare a 25 minuti”.
Forse il gruppo ha avuto paura delle prossime due tappe durissime di alta montagna.
“Può essere che tutti siano andati a cercare di trattenere anche la minima energia mentale per domani (oggi, ndr) e per sabato. Normalmente la maglia rosa ha il comando della corsa e a un certo punto, non dico che deve dannarsi l’anima per andare a prendere la fuga, ma comunque contenerla entro un distacco ragionevole. Nessuno dei commentatori tv però si è accorto di questo? Di certo, nessuno ne ha parlato”.
Anche quest’anno si passa vicino a Milano, ma si resta fuori. La Gazzetta, Rcs, e la sua città non hanno trovato l’accordo.
“Una cosa che mi colpisce in negativo. Come qualche anno fa, non so se ti ricordi, ci fu quel mezzo sciopero a Milano perché il percorso era pericoloso”.
Mario era il 2009 e il comportamento del gruppo fu davvero ridicolo se non vergognoso. Qualche anno dopo si lamentarono a Roma per le buche sulle strade. Follia.
“Certo, a Roma ci sono le buche e poi si fermano con la pioggia, con il freddo… Però corrono senza battere ciglio Roubaix, Fiandre e le altre corse al Nord”.
Resta il fatto che mi dispiace, da vecchio cuore rosa Gazzetta, che la corsa non arrivi all’ombra del Duomo.
“Anche a me. La mia percezione del Giro d’Italia a Roma, posto straordinario, è che quel giorno la città volti un po’ le spalle alla corsa. Che non sia a braccia aperte come il Giro meriterebbe. Poi anch’io sono attaccato ai ricordi di Milano come traguardo del Giro d’Italia”.
Non è arrivato a Cesano Maderno Ayuso. Lo spagnolo si è ritirato con la faccia molto gonfia per una puntura di insetto, forse una vespa, ieri, prima di scalare il Mortirolo.
“Anche Cannavaro era stato punto da una vespa. Ricordi? Ah già, ma quello è il calcio, lì va sempre tutto bene”. Cipollini si riferisce a un fatto del 2009. Il difensore bianconero risultò positivo per cortisone a un controllo antidoping. Disse di avere assunto il farmaco perché punto da una vespa due giorni prima di Roma-Juventus.
