LONATE POZZOLO – È stato lo “Tsunami blu” che ha ridisegnato la mappa della politica americana: le elezioni di Midterm hanno segnato la sconfitta del presidente Donald Trump e del Partito Repubblicano e la riscossa dei Democratici. Ma come cambierà lo scenario con due anni di “Anatra Zoppa” alla Casa Bianca e soprattutto in vista delle Presidenziali del 2028? Qualche idea ce la siamo fatta con la puntata di Roadmap, la trasmissione di Malpensa24TV dedicata a come cambiano le città e il territorio in edizione speciale dedicata all’Election Day di oltreoceano.
La puntata integrale
In campo un parterre autorevole di ospiti: il senatore Pdm e membro della commissione esteri di Palazzo Madama, Alessandro Alfieri e la caporedattrice esteri del Corriere, e grande esperta di politica a stelle e strisce, Marilisa Palumbo, ma anche il “Gran Pignolo” Mauro Della Porta Raffo, saggista e storico della politica USA, nonché Giacomo Iametti, che oltre ad essere vicepresidente della provincia di Varese è da anni l’americanologo di Malpensa24.
Il dibattito
«Il muro rosso dei Repubblicani è crollato e la marea blu ha ribaltato gli equilibri – l’analisi di Giacomo Iametti – è stata una bocciatura del presidente Trump, ma in vista del 2028 potrebbero esserci delle sorprese». Mauro Della Porta Raffo vede il vicepresidente J.D. Vance come favorito per la successione di Trump e si aspetta che gli americani tra due anni possano «tornare a votare Repubblicano come hanno fatto per 100 anni su 172» da quando il partito dell’Elefantino è stato fondato. E se Marilisa Palumbo ricorda che «il Partito Democratico, il cui brand sembrava morto e sepolto, si è ricordato di essere una “Big Tent” e ha schierato candidati molto forti e molto diversi tra loro, ma ora dovrà interrogarsi su quale sia la strada migliore per trovare il candidato per il 2028», facendo i nomi di Jon Ossoff e Alexandria Ocasio-Cortez più che quello di Kamala Harris, per il senatore Alessandro Alfieri «per i Democratici si apre una fase interessante ma devono essere molto attenti, fare i passi giusti e valorizzare le nuove generazioni che si sono affacciate», mentre invece «sarebbe un errore avviare l’impeachment di Trump, meglio mettere nel mirino altre figure del circolo familistico come Hegseth».
