BUSTO ARSIZIO – «Troppi incidenti in viale Toscana, è ora di fare qualcosa per frenare le auto che sfrecciano». È l’appello che parte da Borsano, raccolto dal consigliere comunale del quartiere Emanuele Fiore, che ha presentato un’interrogazione sul tema della sicurezza del viale. «Spesso teatro di incidenti gravi e purtroppo anche mortali». E c’è la testimonianza di Giovanna Moschitta, un anno fa vittima di un grave incidente in bicicletta insieme al marito: «Ci ha investiti un’auto e io sono viva per miracolo. L’amministrazione deve intervenire immediatamente».
Un anno fa
L’incidente toccato alla donna è emblematico dei rischi che vive quotidianamente chi percorre il viale. «La strada è estremamente pericolosa. Io e mio marito, il 1° ottobre 2023, siamo stati travolti mentre eravamo in bicicletta all’altezza del civico 58. Ero incosciente e Mattia Martignoni, vigile del fuoco non in servizio che vive con la sua casa affacciata sul viale, mi ha salvato la vita praticando la manovra laterale di sicurezza» il racconto di Giovanna Moschitta, che era candidata con la lista civica Antonelli alle ultime elezioni amministrative. Ma lamenta di non aver avuto «nessun ascolto da chi è in Comune. Mi fa piacere che un rappresentante di opposizione mi abbia dato voce».
«Attraversare il viale, che rischio»
«Vivo sul viale da quando sono nato – rivela Mattia Martignoni, 35 anni – la velocità è il problema principale, non c’è nessuna limitazione e per molti è normale accelerare. Quando non c’è traffico ci sono auto che sfrecciano anche oltre i 100 chilometri orari. Ci vorrebbe qualche autovelox vero, non solo dei dissuasori come in viale Boccaccio». La pericolosità del viale Toscana è anche legata al fatto che, pur essendo una strada provinciale di collegamento tra diverse città, è immersa nel quartiere di Borsano. «Tanti vanno a spasso nelle campagne con il cane attraversando il viale – sottolinea il vigile del fuoco – io ho tre bambini piccoli, ed è uno stress e una paura ogni volta che si attraversa la strada».
L’interrogazione

“Grida di dolore” che Emanuele Fiore, consigliere comunale del gruppo misto, ha raccolto e trasformato in un’interrogazione rivolta al sindaco e all’assessore alla partita, che nel frattempo è diventato Matteo Sabba. «Non con intento polemico, ma per provare a capire cosa fare per questo viale molto pericoloso. Avevamo segnalato le problematiche anche di questa via all’assessore Loschiavo appena nominato ma non abbiamo visto interventi concreti». Fiore elenca le lunghe code alla rotonda di viale Boccaccio, la forte presenza di mezzi pesanti diretti a Neutalia e alla zona industriale di Sacconago, e ancora l’incrocio pericoloso con via Silvestre, dove in molti “tagliano” dal viale per evitare le code e s’immettono ad alta velocità in una via residenziale, ma anche il problema della pista ciclabile, che è stata sistemata solo per un piccolo tratto mentre per il resto del viale è assente.
L’appello
«Ci chiediamo come mai nonostante tante sollecitazioni non sia stato fatto nulla, ma soprattutto se c’è intenzione di intervenire» aggiunge Fiore. Le soluzioni? «Dissuasori, rialzi pedonali, autovelox, attraversamenti pedonali illuminati – incalza il consigliere – è ora di fare qualcosa perché si riduca la velocità in un viale sul quale si affacciano tante villette e abitazioni dei borsanesi. Non si può lasciare un quartiere inascoltato». Gli esempi ci sono: «Il “curvone” verso Legnano negli anni aveva fatto dei morti, poi con la rotonda il problema si è risolto – fa notare Fiore – e anche in via 24 Maggio da quando c’è il dosso, qualcuno va un po’ più piano». Ora la palla passa all’amministrazione.
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