Le amministrazioni locali salvezza dell’Italia

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All’emergenza sanitaria se n’è aggiunta un’altra, ormai nota e abbondantemente prevedibile da tutti: quella economica. E visti i presupposti, sarà ben peggiore.
Praticamente ogni attività economica è coinvolta in questo disastro, dall’avvocato al panettiere, dal dipendente manifatturiero all’estetista, dal barbiere al revisore contabile.
Sotto questa marea che sale, l’unico scoglio che consente, seppur a fatica, di respirare è quello degli enti locali, piccole patrie a cui è stato affidato l’ingrato compito di salvare il salvabile con gli scarsissimi mezzi concessi dallo Stato e dall’Unione Europea: sdruciti salvagente in tempi di spending review.
E così, mentre le task force capitoline aumentano a dismisura, i comuni devono fare i conti con la liberalità di appena 400 milioni di euro per più di 60 milioni di italiani, nell’attesa che i vertici di Bruxelles battano un colpo (e con il concreto rischio che si presentino come strozzini).
Non possiamo, e non vogliamo, chiedere di più a tutte le amministrazioni comunali che, pompieri de facto, cercano in ogni modo di sopire i fuochi che qua e là divampano in un’Italia devastata dall’irresponsabilità di chi non ha il coraggio di agire e reagire con forza a tutte le minacce, interne ed estere o lo fà con pachidermica e colpevole lentezza
Poco importa se qualcuno, in filo diretto con l’acropoli romana, fa la voce grossa e critica chi sacrifica ogni secondo della propria giornata per aiutare chi ha bisogno, sia per dovere, sia per umano sentire: non ci curiamo di loro ma guardiamo e passiamo oltre, perché il tempo non è dalla nostra parte.
Il nostro plauso va a chi fa del bene, con quei pochi strumenti che sono concessi dalla somma intellighenzia, e la nostra stima è per chi ancora resiste, nonostante tutto e tutti, affinché una vita di fatica non crolli sotto i pesanti colpi dell’indifferenza.
In quel di Roma Fratelli d’Italia ha portato in piazza, nei limiti consentiti dal Covid, le vostre voci.
Continueremo a farlo, con la testa e soprattutto con il cuore, perché l’Italia non è un tripla B decisa da un’agenzia di rating privata e faziosa, ma un capolavoro di passioni, arti e sentimento.
Il circolo di Fratelli d’Italia
di Busto Arszio
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