Le vacanze da incubo di un tetraplegico di Gallarate

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GALLARATE – Più di un chilometro in carrozzina per arrivare in spiaggia, una sedia di quelle “da campeggio” per fare la doccia: la vacanza tanto attesa con il figlio, dopo il terribile incidente, rovinata, e come al solito l’agenzia viaggi e il tour operator si rimpallano le responsabilità. Le brutte sorprese a cui spesso e volentieri vanno incontro i turisti nei loro soggiorni non sono una novità, ma qui il caso fa ancora più specie perché è capitato a un giovane disabile costretto in carrozzina dopo un terribile incidente stradale, di cui peraltro non ha alcuna colpa.

L’incidente cinque anni fa

U. S., 34 anni, di Gallarate, viaggiava nell’auto condotta da un amico che ha perso il controllo della vettura, la quale è rovinosamente uscita di strada sulla 336 finendo contro un albero. Da quel giorno, e parliamo di più di cinque anni fa, la vita di U. S. è stata completamente stravolta; si è miracolosamente salvato da quel terribile impatto, ma a un prezzo altissimo e con una diagnosi impietosa: tetraplegia. Quest’estate, a luglio, dopo tante sofferenze, il giovane ha deciso di coronare un sogno che cullava da tanto tempo: concedersi finalmente una vacanza di una settimana, come una persona normale, da trascorrere con il figlio di nove anni. E ha scelto il mare delle Canarie, nell’isola di Fuerteventura.

L’inizio dell’incubo

«Nel prenotare la vacanza – racconta il gallaratese, assistito da  Riccardo Vizzi dello Studio 3A  – mi sono appositamente rivolto a una consulente di un’agenzia di viaggi che si definisce specializzata nei soggiorni no-barrier per persone con disabilità varie, come la mia. E ho specificato chiaramente ciò di cui avevo bisogno data la mia condizione. Ho chiesto un hotel vicino al mare e dotato di rampa che consentisse l’accesso diretto in spiaggia per le carrozzine e una tripla attrezzata per disabili con due camere separate, in modo che la ragazza che mi fa assistenza avesse una stanza a parte. Cose che mi sono state tutte assicurate». Ma all’arrivo in albergo, U. S. ha scoperto a sue spese una realtà totalmente diversa, a cominciare da una delle necessità più impellenti: la raggiungibilità del mare. «Non vi era alcun accesso diretto: la rampa c’era ma arrivava solo a un ristorante che dava sul mare e lì finiva: per raggiungere la spiaggia dovevo percorrere un chilometro e in carrozzina ci mettevo un’ora». Non solo. «Nel bagno non c’era nessuna sedia dove potessi sedermi per fare la doccia: dopo averlo fatto presente più volte alla reception, hanno “provveduto”, si fa per dire, procurandomi una sedia del tutto inadeguata, senza braccioli, simile a quelle da giardino, da cui ho rischiato ripetutamente di scivolare. E per finire, neanche la richiesta di una camera a parte per la ragazza che mi assiste è stata esaudita: la stanza in più non c’era».

Il valzer delle responsabilità

U. S. ha subito telefonato alla consulente con cui aveva prenotato la vacanza (l’agenzia opera appunto attraverso una rete di consulenti di viaggio on line in tutto il territorio italiano ed europeo e ha sede legale a Malta), facendo presente i pesanti disservizi, ed è iniziato il valzer delle responsabilità, perché questa l’ha indirizzato al tour operator, che a sua volta l’ha rimandato all’agenzia. Risultato, colpa di nessuno e disagi irrisolti. «Ho speso 4mila 400 euro – conclude amaro il protagonista della vicenda – e ho passato dei giorni da incubo. Quello che non mi va giù non sono tanto i soldi buttati, ma il fatto che questa settimana di mare che aspettavo da tanto tempo, che desideravo trascorrere accanto a mio figlio, è stata completamente rovinata. E per le persone con i miei problemi non ci sono tante occasioni per buttare tutto alle spalle, per vivere le esperienze che facevo prima e che fanno tutte le persone normali».

Voglio i danni

Insomma, un profondo danno da vacanza rovinata, acuito dalle difficili condizioni fisiche e psicologiche, di cui ora il danneggiato intende chiedere un congruo risarcimento. Il suo avvocato ha già seguito il complesso iter risarcitorio legato all’incidente stradale e ora farà altrettanto nei confronti dell’agenzia viaggi e del tour operator.

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