LEGNANO – La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio ha bocciato parte del piano attuativo presentato dall’amministrazione comunale di Legnano per la Manifattura. Ne ha dato notizia oggi, venerdì 15 maggio, il consigliere comunale uscente Franco Brumana (Patto Civico). I rilievi negativi della Soprintendenza – pervenuti a Palazzo Malinverni la scorsa settimana, il 7 maggio – si concentrano sul progetto dei tre grattacieli (nell’immagine sopra) previsti dal piano. Ma per il Comune «sono stati acquisti i primi punti fermi per proseguire la progettazione dell’area. Il lavoro continua».
“Torri troppo alte e fuori contesto”
Nella sua relazione la soprintendente Emanuela Carpani scrive tra l’altro che “le torri, per la loro conformazione planivolumetrica, incombono sugli edifici storici tutelati; esse inoltre si impongono con un linguaggio architettonico improprio rispetto a quello dell’opificio e degli altri edifici tutelati, evidenziando l’assenza di un approccio progettuale improntato ad un corretto dialogo con essi”. In altre parole, le “torri” sono troppo alte e stonano irrimediabilmente con il contesto architettonico vicino ad esse. “I tre nuovi corpi di fabbrica – si legge ancora – risaltano quali elementi totalmente estranei al contesto, non ricercando un equilibrio armonico tra le parti nuove e le parti antiche”.
La soprintendente richiede quindi di “predisporre soluzioni planivolumetriche alternative” e di “ridimensionare in maniera significativa i corpi di fabbrica, definendo volumi che per altezza e composizione planimetrica si pongano in corretto ed equilibrato rapporto sia con l’opificio sia con il contesto urbano storico”, oltre a sollecitare “princìpi di sobrietà e discrezione” nel disegno delle facciate.
«Procedura sempre nascosta»
Brumana riepiloga così i fatti, sottolineando la «segretezza» applicata da Radice & C. su tutta l’operazione: «Di nascosto la giunta Radice il 7 novembre 2025 ha indetto la Conferenza di servizi per l’approvazione del piano attuativo della Manifattura. Come gli è consueto, ha predisposto una raffinata strategia comunicativa per evitare l’impatto negativo dello scempio culturale e urbanistico in preparazione. Ha dato l’annuncio volutamente generico di una novità clamorosa per creare l’effetto attesa e, dopo un congruo periodo, ha organizzato due conferenze stampa in giorni successivi.
«Nella prima ha diffuso la falsa notizia della prossima trasformazione di Legnano in una città universitaria con l’arrivo nella Manifattura della Facoltà di Medicina. In realtà nel protocollo firmato non si faceva alcun cenno alla Manifattura e si prevedeva solo la futura istituzione di un tavolo di lavoro per valutare l’eventuale possibilità di un arrivo in qualche luogo della città di alcune non precisate attività universitarie, che peraltro già sono presenti presso l’ospedale. Nella seconda ha presentato ai giornalisti il progetto, tenuto segreto sino ad allora, della nuova Manifattura, che consisteva solo in alcuni fotomontaggi e in poche informazioni».
Fandonie e marachelle
Sempre a detta dell’ex consigliere del Movimento dei cittadini, «l’entusiasmo generato in città per l’arrivo della Facoltà di Medicina ha fatto passare la speculazione edilizia dei tre grattacieli e della sostituzione di un edificio storico con 1.200 metri quadri di appartamenti come una modernizzazione e una valorizzazione della Manifattura. Naturalmente non è stato messo a disposizione il piano attuativo, che già era noto a pochi intimi, perché avrebbe messo in maggiore evidenza le opere edilizie speculative e devastanti del complesso monumentale. Anche la clamorosa notizia della bocciatura da parte della Soprintendenza è stata tenuta segreta.
«Di fatto le indicazioni della Soprintendenza renderanno impossibile la trasformazione di una parte della grande superficie produttiva in sede universitaria. A questo punto – conclude Franco Brumana – visto che le nascoste marachelle sono state scoperte, il sindaco renda pubblico il piano attuativo ed eviti di farlo approvare con una delibera di giunta in extremis».
Ma per il Comune va (quasi) tutto bene
Proprio oggi il Comune ha fatto sapere che si è chiuso l’iter della Conferenza di servizi istruttoria in cui i vari enti e uffici coinvolti, una decina (Soprintendenza, Enel, Cap, Polizia locale e altri), sono stati chiamati a esprimere un primo parere sul progetto presentato dalla proprietà dell’area. «Tale passaggio – si legge in una nota di Palazzo Malinverni – ha dato una prima conferma importante all’impostazione sostanziale del progetto, approvando la gran parte delle proposte sui beni più delicati, oggetto di tutela della Soprintendenza».
Il Comune guarda al bicchiere mezzo pieno, ovvero al parere favorevole espresso dalla Soprintendenza su conservazione della ciminiera, ristrutturazione dell’edificio con l’ex teatrino e la cappella, riqualificazione degli edifici prospicienti via Lega e della piazza retrostante. «Sono state altresì acquisite indicazioni importanti per meglio sviluppare la progettazione delle aree verdi e dei parcheggi nell’area seminterrata dell’opificio. Sono state inoltre fornite indicazioni utili a collocare meglio nei diversi edifici la funzione ricettiva attualmente prevista negli spazi di Palazzo Cambiaghi».
Quanto al parere negativo sulla parte della nuova residenza (le tre torri), «questa indicazione risulta estremamente importante per focalizzare il lavoro dei progettisti che già settimana prossima incontreranno la Soprintendenza per sviluppare ulteriori soluzioni planivolumetriche, come richiesto dalla stessa, e pervenire a quella definitiva. I pareri acquisiti – conclude l’amministrazione Radice – permettono da oggi di avere un quadro indirizzato su temi decisivi come viabilità e futura destinazione degli spazi dell’opificio, dove saranno ceduti al Comune 4.000 metri quadrati e dove la Soprintendenza ha specificato di mantenere libere le torrette angolari, da destinare eventualmente a fini espositivi».
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