Legnano, Patto Civico: «Molto perplessi sui piani per università e Manifattura»

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LEGNANOPubblichiamo il commento di oggi, domenica 15 febbraio, del candidato sindaco del Patto Civico Federico Amadei sui progetti presentati dall’amministrazione comunale di Legnano per l’ex Manifattura (sopra, una delle ricostruzioni del progetto).

Relativamente all’iniziale protocollo di intesa sulla Università di Medicina all’interno della Manifattura, non faccio fatica a dire grazie al sindaco di Legnano e alla rettrice dell’Università di Milano per l’interessante progetto preliminare per la nostra città. L’università, ammesso che poi arrivi davvero a Legnano e in che termini arrivi, rappresenterebbe una occasione per la città: mi piacerebbe quindi partecipare alla discussione di tale intesa, tenendo conto e ponendo ben attenzione anche ad alcune esperienze negative pregresse.  Ad esempio il Politecnico di Torino, dopo averle aperte, chiuse da un giorno all’altro le sue sedi distaccate di Novara e della Valle d’Aosta, quando le condizioni lo richiesero, lasciando le città orfane di quell’esperienza, che le aveva accompagnate per alcuni anni.

Finora mancato ogni confronto

Relativamente al progetto di riqualificazione dell’area ben poco invece sappiamo, in quanto all’attenzione dei legnanesi sono stati messi solo dei disegni in bozza, ma nulla di concreto. Quindi nel metodo di presentazione riteniamo che vi siano stati evidenti difetti, in quanto tale importante progetto per Legnano avrebbe dovuto essere condiviso nelle commissioni consiliari e nel consiglio comunale e ciò non è avvenuto. È mancato quindi a nostro giudizio il senso di responsabilità degli attuali amministratori, che avrebbero dovuto fare loro i princìpi democratici di confronto, trasparenza e condivisione su tale importante riqualificazione del centro cittadino, ma nei fatti ancora oggi noi consiglieri comunali non abbiamo visto i progetti.

Orbene, per quanto mal gestito negli ultimi anni, il consiglio comunale, che peraltro non viene convocato da quasi due mesi (!), dovrebbe essere il luogo dove i rappresentanti dei cittadini si confrontano sui progetti per la città e su questo piano di riqualificazione questo non è avvenuto. Le grandi trasformazioni della città, per di più quando mancano pochi mesi alla fine del mandato dell’attuale sindaco, devono essere partecipate e condivise e questo non è avvenuto.

Progetto con molti difetti

Nel merito solo di quanto a nostra conoscenza – ben sapendo che il rapporto con il privato nello sviluppo della città è un fatto necessario, perché non è possibile intervenire con sole risorse pubbliche, ma proprio per questo tale rapporto richiede attenzione per coordinare interessi differenti – è troppo presto per dare una valutazione ora, anche se qualche piccola nota e osservazione possiamo farla.

Un nuovo insediamento commerciale in centro alla nostra città non ci sembra la soluzione migliore per rinvigorire un commercio di dettaglio già in grossa difficoltà; la nostra posizione è chiara da tempo, bisogna bloccare l’invasione di centri commerciali in città, sia in centro che in periferia. Inoltre l’intervento appare (sempre dai flyer che abbiamo potuto visionare) un classico intervento massivo, che non considera le necessità della città e che sembra muoversi in direzione opposta rispetto ad esempio al progetto Spugna in essere: fra strade, interrati e pavimentazioni, resterà davvero poco per rendere la città capace di assorbire le acque piovane. Diciamo che sono queste le aree su cui sarebbe possibile operare una svolta, non bastano certo i piccoli parcheggi e qualche aiuola per rendere la città migliore e permeabile.

Se torniamo al progetto riportato nelle bozze pubblicate, possiamo inoltre rilevare la poca integrazione delle attività che prevedono uffici da una parte, commerciale dall’altra e residenza da un’altra ancora. Il risultato sarà qualcosa di molto simile all’area ex Cantoni, giudicata dai più scarsamente integrata nel contesto urbano e quindi distante dallo stesso. La storia ci ricorda inoltre che quando doveva nascere l’area Cantoni, si era ipotizzato che sarebbe arrivata la facoltà di Farmacia, ma oggi di studenti di Farmacia non vi è l’ombra in città, mentre i palazzoni della Cantoni sono sempre lì a far bella mostra di sé.

No a una città brutta copia di Milano

Pertanto su questo piano di riqualificazione della Manifattura esprimiamo ad oggi davvero una grande perplessità, pur sapendo che potremo entrare nel dettaglio e dare un giudizio solo più avanti quando sarà possibile analizzare a fondo il progetto. Certamente bisogna fare prima gli interventi di interesse pubblico (leggasi università) e poi partire con il resto. Auspichiamo che sia rispettato il documento di osservazioni per la valorizzazione della Manifattura sottoscritto da numerosi cittadini legnanesi. Certamente dovranno essere rispettate le direttive date dalla Sovrintendenza sulla tutela dei luoghi storici.

Riteniamo che i legnanesi non vogliono che la nostra città diventi una brutta copia di Milano, città solo di grattacieli per ricchi e con sviluppo edificatorio in verticale oltremodo. Una volta dei sinceri ecologisti legnanesi si opposero alla costruzione di una Biblioteca all’interno di un parco, con il motto “biblioteca sì, sprechi no”: non vorremmo dover coniare ora un nuovo motto, e cioè “università sì, cementificazione no”.

Auspichiamo quindi che si apra davvero e da subito un serio confronto che, ribadisco, deve avvenire in tempi strettissimi e nei luoghi istituzionali, non certo sui social; la mia posizione come candidato sindaco non sarà quelle delle promesse roboanti e dei video ripetitivi o in alternativa delle polemiche sterili, ma sarà quella del confronto costruttivo e della discussione concreta quando avremmo tutti gli elementi tecnici e urbanistici a nostra disposizione.

Federico Amadei

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