Legnano, rigettato ricorso della Lega per “salvare” il Consiglio comunale

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LEGNANO – Affondato anche l’ultimo salvagente a cui si è aggrappata la Lega per mantenere in vita il Consiglio comunale di Legnano. In seguito all’udienza di ieri, giovedì 12 settembre, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha emesso oggi una ordinanza con cui dichiara «improcedibile» il ricorso presentato dal consigliere Alessandro Carnelli, rappresentato e difeso dagli avvocati Raffaella Turini e Joseph Brigandì, contro il provvedimento del TAR lombardo che aveva fatto decadere il Consiglio, ritenendo non corretta la procedura di surroga dello stesso Carnelli al posto di un altro consigliere dimissionario, e confermando così la mancanza del numero legale nell’assemblea cittadina.

I giudici: «Decisivo il decreto di scioglimento di Mattarella»

Senza neppure entrare nel merito dei ricorrenti, il collegio giudicante del massimo organo di giustizia amministrativa, presieduto da Francesco Caringella, ha ritenuto che «non sussista l’interesse alla decisione dell’istanza cautelare in relazione all’avvenuta emanazione prima del decreto di sospensione del Consiglio comunale di Legnano da parte del prefetto di Milano e, successivamente, del decreto di scioglimento del medesimo Consiglio comunale da parte del presidente della Repubblica, atti non impugnati dall’appellante». In sostanza, i giudici hanno riscontrato che il Consiglio legnanese era già stato sciolto con decreto del Capo dello Stato (decreto che la Lega cittadina non ha impugnato) prima del ricorso contro la decisione del TAR: pertanto, manca «l’interesse» a procedere con l’esame del ricorso in quanto, anche se questo fosse accolto, sarebbe stato comunque preceduto dal dpr di Sergio Mattarella e non avrebbe quindi alcun valore. Trova così conferma quanto già riferito da Malpensa24, ovvero che il decreto presidenziale e la sospensiva del TAR sono due procedure distinte e che non interferiscono in alcun modo tra loro; a decidere sulla sorte del Consiglio comunale è il dpr (il più alto atto amministrativo costituzionalmente possibile), intervenuto prima di ogni altro atto in merito.

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