LONATE POZZOLO – Sale a oltre un milione e 500mila euro la spesa destinata al Piano di diritto allo studio a Lonate Pozzolo. Più di 240mila euro, rispetto al milione e 260mila che la giunta guidata dal sindaco Nadia Rosa ha messo sul tavolo lo scorso anno. A dare numeri e cifre sulla programmazione per il prossimo anno scolastico è stato il vicesindaco Giancarlo Simontacchi (delegato all’Istruzione) lo scorso 25 luglio in consiglio comunale. Due i dati principali: l’aumento delle uscite per il sostegno agli alunni più in difficoltà e i provvedimenti economici necessari per far fronte al noto problema del caro bollette. Mentre, alle Brusatori di Sant’Antonino quest’anno salta la prima elementare.
Sostegno da «record»
«Questi ultimi anni sono stati caratterizzati dall’aumento delle richieste per il sostegno scolastico», racconta ora Simontacchi. Fatto che riguarda sia le scuole materne, che le primarie di primo e secondo grado. Al punto che si parla di «record» per quest’anno: «Abbiamo dovuto fare anche fare una variazione di bilancio per far fronte alle domande di iscrizione. E ci sono ancora dei casi che devono essere valutati e documentati». In numeri: nel 2021, per il sostegno alle scuole materne sono stati impegnati 110 mila euro, mentre quest’anno la spesa sale a 135mila (+25mila). Per il sostegno alle scuole primarie di primo e di secondo grado si è passati dai 193mila euro dello scorso anno a 226mila.
La «mazzata»
C’è poi «la mazzata per tutti», sottolinea il vicesindaco. Il riferimento va al problema che ogni amministrazione comunale – ma non solo – sta affrontando: il caro bollette in ambito energetico. «Se andiamo a vedere le vecchie spese per il riscaldamento della scuola primaria si toccano i 92mila euro, quest’anno siamo arrivati a 186mila: sono raddoppiati». E lo stesso vale per le scuole Volta, Dante, Brusatori e le palestre. Nessun escluso. Un esempio: «Alle Carminati siamo passati da 83mila euro a 145mila, spese sostenute con l’avanzo d’amministrazione».
Sfogo politico
Da qui, lo sfogo politico di Simontacchi sulla questione del sostegno. «Ciò che mi innervosisce è che noi – ma vale per tutti i piccoli Comuni – dobbiamo affrontare spese che sono assolutamente necessarie, ma che rischiano di essere insostenibili. Nel senso: non potrebbe prenderle in carico la Regione o lo Stato? Anche perché è una condizione affidata al caso: se un Comune ha pochi bambini che hanno bisogno del sostegno, allora le spese si riducono. Se invece ce ne sono molti, crescono di molto. E alla fine sono i cittadini che devono rinunciare a qualcosa per far fronte a queste uscite». La domanda vien da sé: «Perché basarsi sulla fortuna e non sull’effettiva capacità contributiva?».
La nota dolente
Una nota dolente riguarda le Brusatori di Sant’Antonino: «Quest’anno non riusciremo a fare la prima elementare», rende noto Simontacchi. Il motivo è «la mancanza di bambini iscritti: si tratta di una conseguenza dei pochi nati. E questa cosa preoccupa». Soprattutto se la mente va a circa quindi anni fa, quando la frazione lonatese perse le scuole medie per la stessa ragione: «Chiudere anche le elementari sarebbe un dramma», non nega. Ma per ora non sembra essere questo il suo futuro: «Abbiamo fatti dei controlli per l’anno prossimo e non dovrebbero esserci problemi».
Numeri e servizi
Il numero complessivo di alunni – di tutte le scuole – è 967. Ed è in crescita anche la spesa pro capite: se l’anno scorso venivano investiti circa 985 euro a testa, quest’anno sale a 1.254 euro ciascuno.
In linea di massima, tutto il resto è inalterato. Per i servizi di pre e post scuola, la cifra rimane di 39mila euro. Mentre, per il trasporto resta a 45mila euro. E così per la programmazione di progetti e per le spese di funzionamento, con la collaborazione esterna dei Servizi Sociali.
