LONATE POZZOLO – «Sono stati evidenti la loro arroganza, presunzione e mancanza di rispetto. Ma soprattutto l’incapacità di accettare opinioni diverse e, in mancanza di argomenti validi, la forte volontà di insultare e denigrare il lavoro della maggioranza». Non si fa attendere la replica dell’amministrazione comunale a Lonate Pozzolo, che affida a un post sui social la replica alle «accuse» avanzate da Uniti e Liberi dopo l’ultimo consiglio comunale. Due i temi: l’aumento della Tari e la mozione bocciata sulla salvaguardia della lapide in via San Taddeo a Sant’Antonino Ticino.
L’aumento della Tari
In merito alla Tari, il centrodestra si riallaccia all’intervento in aula dell’assessore Mauro Andreoli (Bilancio). «Non siamo certo contenti di dover aumentare il tributo», recita il post pubblicato sulla pagina del sindaco Elena Carraro. Quasi tutti i Comuni hanno dovuto incrementare la tassa rifiuti, in misura anche maggiore di quanto fatto a Lonate, a causa dell’aumento generalizzato dei prezzi». E ancora: «Purtroppo la Tari è determinata dai costi del gestore, trasmessi tramite il Pef, che vanno obbligatoriamente coperti per legge. Abbiamo ampiamente lavorato, con il gestore, per contenere il più possibile gli aumenti». La giunta, proseguono, «non ha però potuto fare altro che adeguare le tariffe in base agli aumenti descritti: quindi l’adeguamento non è legato a una volontà dell’amministrazione di “mettere le mani nelle tasche dei cittadini”». Poi l’attacco a Uniti e Liberi: «Durante il loro primo anno di mandato amministrativo, gli attuali consiglieri di opposizione e componenti della giunta hanno aumentato, volontariamente e significativamente, il tributo Imu portandolo quasi al massimo dell’aliquota». In sintesi, precisano: «L’aumento attuale della Tari è conseguente all’incremento dei prezzi, quello dell’Imu da loro applicato invece no ma è stata una decisione puramente politica e amministrativa».
La lapide di Sant’Antonino
Sulla mozione della lapide sul muro dei resti della chiesa di San Taddeo, invece, «il sindaco ha chiaramente spiegato di aver già preso contatti con la Soprintendenza e con il proprietario del bene. Stiamo aspettando la verifica da parte del suddetto ente per avere la conferma della valenza storica del manufatto in questione e del corretto iter da seguire con le relative tempistiche». E ancora: «Abbiamo chiesto il ritiro della mozione e la cosa non è stata ovviamente accettata dai proponenti, che hanno invece presentato un emendamento che da regolamento comunale va messo in votazione». Anche i questo caso, dicono, «nel consiglio comunale abbiamo rispettato la legge».
«Abbiano più rispetto»
Dito puntato contro i «comportamenti» tenuti in aula da Nadia Rosa – capogruppo di Uel – e dai consiglieri Melissa Derisi e Angelo Ferrario. «Sono culminati con gli insulti gratuiti rivolti all’assessore Mario Volonté, con un’imprecazione dell’ex sindaco Rosa diretta a tutto consiglio e ai presenti in aula e con l’abbandono della seduta da parte degli esponenti di Uniti e Liberi Rosa e Derisi. D’altro canto non possiamo stupirci, anche durante il loro mandato amministrativo la gentilezza e l’educazione non erano certo i loro punti di forza». L’affondo: Ricordiamo bene, tra i tanti, l’episodio in cui l’ex assessore Ferrario, durante uno dei suoi classici scatti di rabbia, ha offeso pubblicamente il consigliere Ausilia Angelino con termini non propriamente eleganti e rispettosi, dai quali nessuno della ex maggioranza ha mai preso le distanze e ha chiesto scusa». L’auspicio è che per le prossime sedute ci sia «un atteggiamento più consono al ruolo ricoperto, più maturo e rispettoso e soprattutto che imparino ad accettare le opinioni diverse dalle loro, senza dover ogni volta costringere noi e i cittadini presenti alla seduta consiliare, ad assistere a questi teatrini poco edificanti e soprattutto per nulla utili alla nostra comunità».
Sale la Tari a Lonate (+2%). E in aula si litiga sulla lapide di Sant’Antonino
