Luino, Artoni contro l’abbattimento del muro di Villa Hussy. «Porterà insicurezza»

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L'ingresso di Villa Hussy a Luino

LUINO – Il muro storico di Villa Hussy non va abbattuto. Lo chiede in un’interrogazione Furio Artoni, consigliere comunale di “Azione civica per Luino e frazioni”, che teme effetti negativi sulla sicurezza di un’area frequentata da molti giovani: lo storico edificio liberty, di proprietà del Comune, ospita infatti la biblioteca civica. «L’abbattimento senza adeguate alternative – scrive Artoni nell’interrogazione – rischia di compromettere la serenità degli studenti e la fruizione collettiva, trasformando l’area in ulteriore luogo di bivacco da parte di persone poco rispettose dell’area pubblica, generando una situazione di degrado già nota a tutta la comunità, come accade ad esempio presso l’area Carrefour o la stazione Fs».

L’interrogazione

Nell’interrogazione Artoni contesta la scelta di rimozione parziale del muro di cinta perimetrale attraverso la demolizione delle mura e degli elementi metallici, in modo da lasciare un muretto/seduta dell’altezza di circa 45 cm con copertina in pietra. La motivazione è quella di «aprire alla vista lo splendido giardino e favorire la socialità», come riportato nel relativo progetto di fattibilità tecnica ed economica. Artoni chiede innanzitutto se sia possibile riconsiderare questa scelta, quindi quali misure saranno adottate per garantire la sicurezza e l’utilizzo corretto degli spazi e infine se esiste una soluzione di ristrutturazione alternativa che valorizzi Villa Hussy senza eliminarne gli elementi storici e la funzionalità per la comunità».

Il sostegno degli Stati generali del centrodestra

In suo sostegno si schierano gli Stati generali del centrodestra, che fanno riferimento allo stesso Artoni. «Abbattere quella recinzione significa trasformarla nell’ennesimo punto di ritrovo incontrollato, con tutto ciò che ne consegue: schiamazzi, sporcizia, bivacchi notturni – dice Pietro Agostinelli – i nostri giovani meritano luoghi sicuri dove studiare, non “spazi aperti” che sulla carta sembrano accoglienti ma che in pratica diventano invivibili. E la nostra storia merita rispetto, non demolizioni mascherate da modernità. Noi degli Stati Generali del Centro Destra sosteniamo con forza questa interrogazione. Non si può sacrificare la storia e la sicurezza sull’altare di una “riqualificazione” che rischia di produrre l’effetto opposto».

Sui frontalieri Artoni si dà ragione: «Il buon Furio Artoni l’aveva detto»

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