Luino, Lombardia Ideale alza la voce: «Se non ci vogliono lo dicano chiaro»

LUINO – Le acque politiche del Verbano non sono per niente placide come in realtà qualcuno le vuole disegnare. A tenere sempre sul chi vive la coalizione del centrodestra non ci sono più i silenzi sulla candidatura di Andrea Pellicini. Nelle ultime ore, infatti, si fanno sentire i mal di pancia di Lombardia Ideale, per niente rappresentata in giunta e, poco o niente in lista. Ma andiamo con ordine.

La spartizione, siamo a Luino

I lombardi ideali, che nelle Valli del Nord (soprattutto) sono abbastanza radicati, a Luino stanno ruminando malumori. La formazione politica, che in Regione fa da “mastino” al governatore Fontana, è considerata a tutti gli effetti una forza politica di centrodestra. E in quanto tale siede sui tavoli provinciali e (dove presente) su quelli locali. Non a Luino. 

Infatti, il concetto dei lombardi ideali, visto che siamo a Luino, evoca il titolo di un bellissimo romanzo di Piero Chiara: La spartizione. «Hanno confezionato la giunta senza chiedere nulla, l’hanno servita al candidato sindaco – raccontano lontano dai microfoni – e Pellicini, per fortuna, ha avuto qualcosa da ridire e ha scelto un paio di persone di sua fiducia. Non solo. Anche sulla lista si sono fatti i loro conti. Che non tornano. La nostra presenza non rispecchia il nostro peso politico in città». Questo il ragionamento in voga in Lombardia Ideale.

Somma e Luino partita unica

Tanto più che anche a Somma Lombardo (i due Comuni più importanti al voto) l’uomo dei lombardi ideali candidato a sindaco, ovvero Piero Cesare Iametti, viene messo in discussione proprio da Fratelli d’Italia. C’è chi sull’asse elettorale Luino – Somma “cazzeggia” e gioca col dire che le due situazioni sono legate o slegate a seconda della convenienza. In realtà non sono solo legate, ma sono conseguenti; in una delle due ci deve esserci necessariamente un candidato di Fratelli d’Italia. Il partito del 30 e passa per cento non può permettersi di perdere dove corre. Figuriamoci se può presentarsi al via senza avere almeno un candidato sindaco.

I voti si pesano, non si contano

A Luino il resto della coalizione archivia il malcontento di Lombardia Ideale come la tipica liturgia di chi vuole alzare la posta in palio. «Chiedono 100 per avere 10», commenta qualcuno. C’è anche chi non fa un plissé: «Malumori in coalizione? Non mi pare. nel giro di una decina di giorni usciamo allo scoperto. La lista è forte e può vincere». Senza Lombardia Ideale?, chiediamo. Risposta evasiva: «Noi vogliamo vincere». Insomma, sule sponde del Verbano, a quanto pare, i voti si pesano e non si contano.

Bene, ma Lombardia Ideale non vuole essere una semplice portatrice d’acqua. Infatti, concludono: «In una competizione nella quale l’elettorato di centrodestra rischia di dividere il consenso con quattro candidati sindaci che fanno riferimento al nostro bacino di voti, quelli di Lombardia Ideale hanno un peso, oppure pensano di vincere senza? Se i nostri alleati sono convinti di trionfare in carrozza, significa che faranno senza di noi». Bum: explosion!

luino lombardia ideale – MALPENSA24
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