M24 TV – Vaccini, Magrini: «Così abbiamo rimesso in carreggiata la Lombardia»

Nel riquadro, il commissario nazionale della Protezione civile Curcio, Magrini, il commissario Figliuolo e Guido Bertolaso

LONATE POZZOLO – Il problema delle seconde dosi da somministrare proprio a cavallo delle vacanze estive. Ma anche le prenotazioni dei giovanissimi che sono, al momento, al di sotto delle aspettative e gli Over 60 non ancora vaccinati dei piccoli Comuni che potranno usufruire di due finestre (5 e 6 giugno e 12 e 13 giugno) dedicate negli hub di Rancio Valcuvia e Malpensafiere.

A fare il punto della campagna vaccinale in provincia di Varese, ma anche in tutta la Lombardia, è Marco Magrini, dirigente Ats Insubria e componente dell’Unità di crisi Covid di Regione e che in questi mesi ha lavorato fianco a fianco con il consulente del piano regionale anti Covid Guido Bertolaso.

I nodi da sciogliere

Il primo problema, che sta tenendo banco nel dibattito nazionale, è quello relativo alle seconde dosi che potrebbero coincidere nei periodi di vacanza degli italiani. Non c’è ancora una direttiva precisa da parte del commissario Figliuolo, poiché ci sta lavorando insieme al ministro Speranza. «Al momento – dice Magrini – abbiano alcune indicazioni. Da parte nostra però stiamo lavorando sul portale di Poste italiane, che ha dimostrato di essere efficiente nella gestione delle prenotazioni e per fine mese, ognuno potrà modificare la data del richiamo. Anche sulla base della tipologia di vaccino che ha ricevuto con la prima dose».

Magrini poi ha mostrato una slide in cui viene fotografata la situazioni dei lombardi vaccinati a seconda delle fasce di età. «Siamo partiti nel risolvere una serie di criticità importanti – continua – ora i numeri dicono che non solo abbiamo recuperato il terreno, ma siamo la prima regione in Italia per numero di vaccini somministrati. Un lavoro enorme se si pensa a qualche mese fa quando abbiamo dovuto lavorare e pianificare la campagna sulla base delle poche dosi a disposizione».

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Emozione e futuro

C’è spazio anche per un po’ di emozione, che tradisce Magrini quando ripercorre alcuni momenti della campagna vaccinale. Un’operazione fatta di numeri, dati, cifre e grafici dove però molto ha giocato anche la parte umana di chi ha lavorato e fatto squadra nell’Unità di crisi, ma anche dei tantissimi cittadini lombardi che sono passati negli hub vaccinali regionali.

E si guarda al futuro. Con il modello dei grandi hub territoriali che verrà superato. «I centri di vaccinazione massivi sono stati strategici e fondamentali conclude Magrini – ma non possiamo pensare di continuare a mantenerli a lungo. Nei prossimi mesi bisognerà lavorare, come in alcune zone stiamo già facendo, con i medici di base e i pediatri, con tutta la medicina territoriale perché l’obiettivo sarà creare più punti vaccinali sparsi sul territorio e più vicini ai cittadini». Insomma si vede la luce in fondo al tunnel della pandemia, ma prima di uscirne la strada è, meno in salita, ma ancora lunga.

L’intervista integrale