Albanese al Maga: «Siamo tutti vicini a un esaurimento. E ora Cetto è un moderato»

maga albanese cetto moderato 01
Giacomo Papi e Antonio Albanese

GALLARATE – «Siamo a ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale e a pochi giorni dal venticinque aprile ma “La strada giovane” non vuole rispettare delle date, in questo è universale. Per me era molto importante il fatto di raccontare ai giovani per realizzare un eroe tenero, normale». Così Antonio Albanese nella serata di ieri, sabato 12 aprile, ha spiegato a una Sala Arazzi completamente gremita i significati racchiusi dal suo ultimo libro, che narra il ritorno a casa, in Sicilia, di suo zio Nino dopo la fuga da un campo di prigionia. «Da un po’ di tempo vedo una considerazione sbagliata dei giovani, che sono invece una risorsa. Ci troviamo tutti a pochi minuti da un esaurimento nervoso, e tutti un pochettino più deboli per le scelte di soli quattro individui che condizionano il mondo intero. I giovani hanno una grande energia che non devono disperdere, questa energia ce l’hanno tutti».

maga albanese cetto moderato 02
I saluti istituzionali di Andrea Cassani e Claudia Mazzetti

Settecentomila giovani abbandonati da tutti e da tutto

Dialogando con il giornalista Giacomo Papi, l’attore e comico ha ripercorso al Maga di Gallarate – tra il pubblico il sindaco Andrea Cassani, il vicesindaco Rocco Longobardi, l’assessore Claudia Mazzetti, Antonio Provasio dei Legnanesi – come è diventata un romanzo quella che all’inizio era l’idea per una sceneggiatura, ispirata da «un mio zio pieno di gioia, di cui ero innamorato. A lungo, di questo suo passato, ci disse solo che aveva mangiato lumache e bevuto dagli stagni, perché non voleva ricordare il resto».
Una storia che fa parte di una tradizione letteraria del ritorno che va da Vitaliano Brancati e Elio Vittorini a “La Tregua” di Primo Levi, ma anche una condizione in cui a trovarsi, durante il conflitto, furono settecentomila, abbandonati da tutti e tutto. «Per questo volevo raccontare anche il potenziale della gioventù. Nino, tenero panettiere, va incontro a un esaurimento per cui, non fidandosi più di nessuno, sviluppa una forma di mutismo. Riesce a liberarsene per il desiderio di raggiungere il suo amore, ma anche per la consapevolezza acquisita, dopo tante traversie, che in fondo non ha fatto niente di male».

maga albanese cetto moderato 03

I ricordi chiamati a raccolta

Un’opera che – ha sottolineato Albanese – contiene «i nomi della mia famiglia» e per cui «ho chiamato a raccolta tutti i miei ricordi», soprattutto d’infanzia, che ruotano intorno al paese di Petralia Soprana, luogo d’origine dello zio e uno dei borghi più belli d’Italia, con tradizioni come il ballo della cordella o la caccia con il furetto. «Ho cominciato a scrivere questo romanzo con un amore impetuoso. Non essendo vincolato a un contratto, ho pensato che dovessi godermi tante soddisfazioni. Alla fine l’ho fatto leggere a tre miei amici, i più cattivi e uno forse si è anche commosso, per poi pubblicarlo con la casa editrice Feltrinelli; per loro già tanto tempo fa uscì il mio libro in cui prendevo in giro i cuochi. Ora sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, troppo facile». Come rilevato da Papi, filo conduttore del romanzo è la fame: «Parla di cibo dall’inizio alla fine ma che è cibo vero. Qualcosa di vero in un mondo in cui è il cibo è una performance. Se non mangio per un giorno mi viene la labirintite ma questi ragazzi di ritorno da Russia, Albania o Grecia per giorni interi non avevano altro da mangiare che lumache, ortiche o erba. Nino sognava il pane di casa sua: una fame atavica, spaventosa. È giusto non dimenticare».

maga albanese cetto moderato 04

Lo spaesamento generato dalla guerra

“La strada giovane”, romanzo di formazione e picaresco, parla della guerra e dello spaesamento che genera: «Sei solo e tutti quelli che puoi incontrare possono essere nemici. Inoltre dopo l’otto settembre gli italiani furono considerati dei traditori dai tedeschi e trattati come bestie. Perciò Nino non riesce più a orientarsi e – perdipiù biondo, con gli occhi azzurri e addosso la giacca che ha trovato di un soldato tedesco – quando incontra la Resistenza fatica a comprendere anche i partigiani». Papi, ricordando che Albanese è stato il creatore di Epifanio, personaggio che si esprime più con la mimica che con le parole, ha allora domandato come è stato “scrivere con il corpo”: «Restano solo quello e pensieri elementari – così l’artista in merito all’immedesimazione con lo zio – in questo c’è somiglianza tra il mestiere di attore e quello di narratore».

maga albanese cetto moderato 05

“Voi siete la fiction, io sono la realtà”

Inevitabile parlare – con tanto di dimostrazioni pratiche – degli altri famosi personaggi ideati dal cabarettista, a partire da Alex Drastico, modellato sul Ben dell’opera “Il calapranzi” di Harold Pinter o di Cetto Laqualunque: «Con lui feci alcune puntate di Che Tempo Che Fa insieme a Roberto Saviano. Riuscii a mettere “in pausa” gli spettatori dicendo “voi siete la fiction, io sono la realtà”. Adesso Cetto è un moderato». Quanto a Epifanio, «a dargli la parola sono state le poesie di Toti Scialoja. Feci un Pavarotti International interpretandolo, inserito nel programma tra Zucchero e Elton John. Ero dietro le quinte a provare senza sosta quando giunse il secondo, accompagnato da otto guardie del corpo. Vedendomi si stupì e incaricò una di loro di chiedere “why?”, il perché di ciò che stavo facendo; la mia risposta fu “comedian”, che ero un comico. Frengo E Stop è invece nato dopo aver sentito la parlata di un passante mentre con Nicola Rignanese chiedevamo indicazioni per lo stadio di Foggia. Ora invece sto lavorando a un nutrizionista, mi sembra che ci sia un’ossessione per questa figura, salta fuori in televisione come a una tribuna politica. Secondo me tutto ciò ha una funzione di aiuto, serve a far notare le cose».

Duemilalibri Off porta Antonio Albanese a Gallarate. Presentazione-evento all’Hic

maga albanese cetto moderato – MALPENSA24
Visited 1.343 times, 1 visit(s) today