Droga e armi a Malnate, Vasi resta in silenzio. The Future si difende davanti al Gip

VARESEFiladelfio “Delfio” Vasi resta in silenzio. Mattia “The Future” Oliverio sceglie di rispondere. Proseguono gli interrogatori di convalida degli indagati coinvolti nell’operazione Note Stonate che martedì scorso ha portato all’arresto di 19 persone colpite da ordinanza di custodia cautelare.

Epicentro Malnate

Oliverio ha deciso di difendersi e di rispondere alle domande del Gip in sede di convalida. Il componente del gruppo hip-hop malnatese 167Gang, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo apicale nella gestione del giro di droga e armi smantellato dalla Squadra Mobile di Varese. Centro “del potere” sarebbe infatti stata la sede dei 167Gang in piazza Rosselli a Malnate di proprietà dello stesso Oliverio. Secondo gli investigatori il trapper riforniva sia i pusher dei boschi della zona che altre realtà di spaccio presenti sul territorio.

Le intercettazioni e The Future

Le accuse nei confronti del cantante, però, sono quasi tutte “parlate”. Lo stesso Gip nell’ordinanza d’arresto scrive che molto difficilmente Oliverio dava ordini diretti per la consegna di armi e droga. Il suo coinvolgimento nell’inchiesta arriva dalle conversazioni intercettate dagli inquirenti tra i “fattorini” addetti alle consegne o tra i “fattorini” e i clienti. In particolare uno degli indagati (anche lui arrestato) ascoltato in auto dagli investigatori per giorni, racconta ciò che sa sul giro di droga e armi assegnando i vari ruoli e coinvolgendo il trapper. E la difesa potrebbe concentrarsi proprio su questo ruolo sì apicale ma affibbiato “de relato”.

L’incendio alla sede dei 167Gang

Filadelfio Vasi, volto molto noto alle forze di polizia, è invece accusato di estorsione. Le telecamere piazzate dagli inquirenti lo immortalano mentre, con un complice, appicca un incendio all’ingresso della sede dei 167Gang. Le ragioni del gesto intimidatorio non vengono però individuate con esattezza. E’ sempre lo stesso factotum a spiegare ad un “collega” che Vasi ce l’avrebbe con “Tia” (Oliverio) per ragioni personali, ragioni collegate a questioni famigliari. Sullo sfondo resta la richiesta estorsiva, di qui la contestazione, di 30mila euro da parte di Vasi. L’indagato, assistito dall’avvocato Corrado Viazzo, oggi, sabato 25 ottobre, ha però scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Note Stonate, spaccio nei boschi di Malnate: arrestati i due Gang 167

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