Milano-Cortina, cala il sipario. A Malpensa gli ultimi saluti olimpici

Malpensa olimpiadi fine

MALPENSA – C’è chi si presenta al gate con la medaglia al collo, chi deve imbarcare sci extra-large, chi deve riportare in Giappone il futon su cui ha dormito non fidandosi dei materassi del Villaggio olimpico. Cala il sipario su Milano-Cortina 2026 esattamente dove tutto è iniziato. Malpensa, due settimane fa, era stato per gli atleti provenienti da tutto il mondo il primo approccio con la grande macchina organizzativa dei Giochi. E ora, dallo scalo varesino, tornano a casa, salutando il Belpaese con le ultime interviste e fotografie prima di salire a bordo. 

I numeri 

Sono ore di grande affollamento in aeroporto. I numeri degli ultimi quattro giorni assomigliano a quelli di luglio. Ma a differenza dell’esodo estivo, dove si parte molto leggeri con destinazione mare, stavolta ci sono da gestire i bagagli. Tantissimi e spesso fuori misura. Le attrezzature delle squadre di hockey e gli sci (quelli del salto raggiungono i 255 centimetri di altezza) sono i più complicati. Ma attraverso una tensostruttura allestita da Sea al Piano Partenze, seguono un percorso differente rispetto agli atleti, semplificando e velocizzando le procedure. Soltanto questa notte, sono partiti 1500 componenti delle delegazioni, per un totale di 5000 bagagli. I primi ad arrivare, i campioni Usa dell’hockey maschile, decollati con un charter all’alba. Mentre durante la mattinata, nel momento di maggior affollamento, nell’Area Gruppi di Malpensa si trovavano contemporaneamente le delegazioni di Canada, Giappone e Cina, tra le più numerose delle nazioni partecipanti. 

Non finisce qui

A detta degli atleti, l’organizzazione di Milano-Cortina ha funzionato e Malpensa ha giocato un ruolo da protagonista. Qui il personale aeroportuale, le forze dell’ordine, i rappresentati del Comitato e i volontari sono stati due settimane fa i primi volti della rinomata accoglienza italiana. Hanno fatto altrettanto ora, al momento dei saluti finali. Anche se per lo scalo varesino, non è ancora finita. Perché da venerdì 6 marzo iniziano le Paralimpiadi, con un numero decisamente minore di partecipanti ma con un’attrezzatura al seguito di non facile gestione. Ma la macchina ormai è rodata. 

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