“Mamo” Pedrani, il ricercatore-musicista di Busto, si candida sindaco a Gignese

Massimo "Mamo" Pedrani

BUSTO ARSIZIO – Ricercatore farmaceutico di professione e musicista per passione, Massimo Pedrani, che tutti a Busto conoscono come “Mamo”, si candida sindaco a Gignese, il comune di poco più di mille anime ai piedi del Mottarone che è il “buen retiro” di tante famiglie bustocche. A 68 anni, il fondatore della “Mamo’s Band” prova a seguire le orme di Pietro Pensa, l’ingegnere di Busto che dal 2015 è sindaco di Esino Lario, comune di 757 abitanti sotto la Grigna in provincia di Lecco.

Chi è

Classe 1954, Massimo Pedrani è milanese di nascita, ma “bustocco” d’adozione, perché è a Busto che ha coltivato le sue amicizie fin dai tempi del liceo e la sua grande passione per la musica, che sei anni fa lo ha portato a fondare la Mamo’s Band insieme ad alcuni dei più noti musicisti del panorama bustocco, tra cui Luca Marino e Gigi Marrese. Ora Pedrani vive a Melide, nel Canton Ticino, dove ha sede la sua azienda di consulenza farmaceutica Mogon, ma fin da quando era bambino ha il suo rifugio a Gignese, dove ha la seconda casa e l’iscrizione all’AIRE, l’anagrafe degli italiani all’estero.

La candidatura

Ed è proprio nel comune sopra Stresa, 1061 anime, che “Mamo” Pedrani ha deciso di candidarsi sindaco a capo di una lista civica che porta il suo nome, alle elezioni del 14-15 maggio. Il suo obiettivo è «consentire a un paese immerso in una natura stupenda e con un potenziale immenso di poter tornare ad essere vivace ed efficiente come era in passato – le parole di Pedrani – invece è come se, anno dopo anno, questo gioiello abbia perso impulso e attrattività. Avrei dovuto mettermi in gioco prima, ma adesso ho la maturità e anche il tempo per provare a dare una mano per migliorare le cose».

“Mamo” e Busto

A Busto Massimo Pedrani si è trasferito con la famiglia all’età di 15 anni, e si è diplomato al Liceo Scientifico Tosi. Qui ha maturato la passione per la musica e ha costruito molte delle amicizie che ancora adesso lo accompagnano. Aveva la casa sopra il mitico Bar Franco di via XX Settembre, frequentava il negozio di strumenti musicali di Raf Montrasio, dove comprò la sua prima chitarra. Dopo essersi affermato nel lavoro di ricercatore, occupandosi di sviluppare progetti che migliorino l’efficacia dei medicinali (è stato anche tra i primi soci della Cosmo di Lainate), a 48 anni ha ripreso a suonare il basso, coinvolto nella band dei Rinvio a Giudizio dall’amico d’infanzia Alessandro Munari, avvocato e presidente del Baff, e dal direttore artistico Gigi Marrese, mentre nel 2017 ha fondato la Mamo’s Band di cui è paroliere, bassista e, di qualche brano, pure cantante.

La musica e il libro

Un complesso che comprende elementi dai 17 ai 70 anni, artisti della zona tra cui lo stesso Marrese, il tastierista Fabio Agatea, il cantante e chitarrista Luca Marino, il batterista Angelo Corvino, il percussionista Carlo Attolini, le cantanti Arianna Bruno e Irene Serra, le sorelle violiniste Letizia e Beatrice Guido, il flautista e fisarmonicista Christian Tassi e il trombettista Fabio Buonarota. Sempre a Busto la band ha presentato i propri cd, prodotti dalla Abeat Records del bustocco Mario Caccia, in due concerti tenuti al teatro Manzoni, facendo il pienone e devolvendo i fondi raccolti alla Lilt. Ora la storia di “Mamo” Pedrani verrà raccontata in un libro (“Wapiti: la medicina della musica”, edito da Macchione), realizzato assieme al giornalista e scrittore bustocco Marco Linari e che verrà presentato, a metà aprile, sia a Busto Arsizio che a Gignese.

busto arsizio mamo pedrani gignese – MALPENSA24

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