Allarme mercurio nell’acqua, ma è una truffa: raggirata una donna di Olgiate

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OLGIATE OLONA – Allarme mercurio nell’acqua. Ma è una truffa. Purtroppo andata a segno ai danni di una olgiatese residente al Gerbone, che ieri mattina, martedì 19 marzo, è stata raggirata e ci ha rimesso soldi, per fortuna non tanti e tutti i monili d’oro. Anelli e catenine personali, ma anche oggetti preziosi e di grande valore affettivo, appartenuti ai genitori e ai suoceri.

Nella mattina di ieri un uomo ha suonato al campanello della donna qualificandosi come il letturista dell’acqua. La signora in buona fede ha aperto e gli ha indicato il punto dove in giardino si trova il contatore. Il falso addetto, dopo una finta verifica, si è introdotto nell’abitazione allarmando la donna: «C’è del mercurio nell’acqua», avrebbe spiegato prima di completare il raggiro. L’uomo, dotato di uno strano marchingegno, ha puntato tutto l’inganno sul pericolo che la famiglia stava correndo per via dell’acqua contaminata. A dar man forte e spuntato anche un complice, vestito da agente di polizia locale. Il quale chiaramente ha retto il gioco del socio. La donna, forse anche per via della presenza dell’uomo in divisa, forse per altre circostanze ancora tutte chiarire, poiché ha raccontato di aver sentito a un certo punto un forte odore di qualche sostanza nell’aria, si è lasciata convincere. E ha seguito i suggerimenti degli ingannatori: soldi, borsellino, anelli e monili d’oro, compreso cellulare e telefono cordless, sono stati riposti nel frigo. Come le è stato detto di fare.

I due hanno tentato il colpo grosso e cercato di convincere la donna a effettuare anche una verifica nella casa, vicina, del figlio. Ma, in un momento di lucidità, la proprietaria non solo si è rifiutata, ma ha chiamato il marito. Il quale, fuori paese, si è precipitato a casa. In tempo per incrociare l’uomo in divisa, che gli spiegato in fretta e furia la storia del mercurio e gli ha detto di chiudere il rubinetto dell’acqua prima di svanire nel nulla. L’uomo, compresa la situazione, ha subito chiamato i carabinieri, i quali, pur giungendo in pochissimo tempo, poiché già si trovavano in zona, non sono riusciti a individuare i due truffatori. «Italiani e con accento settentrionale», ha poi spiegato il marito della donna truffata. Che ha anche aggiunto: «Purtroppo la storia della lettura dell’acqua è credibile, poiché il sistema è quello. Forse però, visto i tempi e soprattutto la presenza non rara di questi furfanti, sarebbe meglio introdurre un sistema più sicuro a tutela di noi cittadini». Il borsellino della signora è stato ritrovato, vuoto, a Magnago nel tardo pomeriggio.

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