Mondiali pista, Viviani regala un’altra medaglia all’Italia

ciclismo pista viviani
Elia VIviani

Elia Viviani tiene fede al suo ruolo di capitano della Nazionale Italiana e conquista una medaglia d’argento di grande valore nella gara a Eliminazione del mondiale su pista di Ballerup. L’azzurro tiene la gara sotto controllo fino all’ultima volata dove è costretto a cedere alla superiorità del danese Tobias Hansen che trionfa per distacco. Chiude il podio il bronzo del canadese Dylan Bibic. Viviani torna in pista per la gara Madison che corre in coppia con Simone Consonni.

Un argento che soddisfa il campione veneto: „Sono contento. Nelle ultime quattro edizioni mondiali in questa specialità ho vinto due volte, un bronzo e oggi questa medaglia. Ho corso avanti, forse spendendo più del dovuto, perché sono rimasto scottato della penalizzazione in occasione delle Olimpiadi. Potevo fare meglio nell’ultimo sprint. La testa c’era, le gambe un po’ meno. Il pubblico conta e i danesi hanno fatto le cose per bene in questa edizione, arrivando pronti. Anche noi, nonostante la stagione impegnativa, abbiamo dimostrato di onorare questo appuntamento».

MADISON UOMINI. Sotto tono la prestazione degli azzurri Consonni-Viviani che non vanno oltre la settima posizione ben lontano dalle posizioni del podio. Grande prestazione della Germania con Kluge-Teutenberg che conquistano il titolo superando il Belgio e la Danimarca.

BILANCIO FINALE – L’impresa di Jonathan Milan è la sintesi del mondiale dell’Italia in Danimarca. Il corridore friulano, con il titolo e il record del mondo, fornisce la dimostrazione plastica della continuità del lavoro dello staff della Nazionale guidata da Marco Villa. Ad una leggenda come Filippo Ganna (sei titoli mondiali, un record sulla distanza oltre al primato sull’ora) succede il suo gemello diverso, capace di vincere su strada e di raccogliere l’eredità in pista. A 24 anni Milan può vantare un palmares di primo livello e considerarsi anche un veterano rispetto a un gruppo di ragazzi che Villa ha portato in Danimarca per aprire un ciclo.

Questo mondiale è stato interpretato come primo passo di un percorso che porterà alla Olimpiade di Los Angeles. Si sono visti all’opera giovani di belle speranze (Favero e Venturelli hanno 19 anni e altri, di pari valore, sono rimasti in Italia) e corridori consolidati, come il ‘profeta’ Elia Viviani, lo stesso Milan, Consonni e il quartetto femminile. Il settore velocità ha mostrato ulteriori progressi e ambisce legittimamente ad una qualificazione olimpica anche tra gli uomini.

Il Team Manager delle Nazionali, Roberto Amadio, allarga l’analisi a tutto il quadriennio“La pista italiana è ai livelli di assoluta eccellenza. I risultati, da Tokyo e Parigi, hanno suggellato la forza del settore endurance, la crescita della velocità e di juniores pronti a subentrare ai veterani. Questi mondiali ci permettono di guardare ai prossimi anni con ottimismo. Per confermare questi risultati bisogna dare continuità al progetto.”

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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