Palla al “centro”. Aspettando Forza Italia

bottini centro forza italia
Antonio Tajani e l'eredità politica di Silvio Berlusconi. Al "centro"?

di Gian Franco Bottini

Quando, in occasione delle varie tornate elettorali ci si trovava di fronte al crescente astensionismo, fra le molte ragioni di questo fenomeno non abbiamo mai mancato di elencare la mancanza di affidabili riferimenti politici in quell’area politica definita “centro””. A quell’area si rivolgevano nel passato molti elettori “moderati” che oggi, invece, quando si vota scelgono di andare al mare non trovando credibili rappresentanti politici.

Nei momenti del suo massimo splendore Forza Italia era il “mozzo” al quale molti “raggi” si attaccavano e, per piccoli che fossero, trovavano il modo di fare del “centro” una ruota che girava veloce. Poi, per vicissitudini di vario genere e per l’età che nemmeno lui riusciva a frenare, il Cavaliere si era visto costretto a fare, persino davanti a Mattarella, la patetica controfigura di un Salvini in versione balneare.

Il Cavaliere allora si era lasciato un po’ andare e con lui Forza Italia che, preda dei vari sconsiderati “cerchi magici” (tutti a trazione femminile), aveva visto molti topi lasciare la sua nave in avaria, per cercare rifugio su nuovi natanti che sembravano in quel momento poter offrire una cambusa più appetitosa e persino l’ipotesi di poter continuare a navigare nel grande mare del “centro”. Ma gli skipper di quei nuovi vascelli (leggi Italia Viva, Azione, Noi moderati etc) avevano dimostrato la loro pochezza e oggi gli stessi, sempre alla caccia di nuovi porti d’attracco, vedono a loro volta disertare molti componenti dei loro equipaggi, lasciando il grande mare del “centro” sempre più spopolato. E il “centro”, senza un solido “mozzo” come era Forza Italia e con pochi “raggi” (per di più sgangherati), ha cessato di essere quella “ruota della fortuna” che nel recente passato aveva tagliato vittoriosa molti traguardi.

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Gian Franco Bottini

Ci sarà sicuramente chi si interrogherà sulla necessità di questo “centro”; uno spazio dove potrebbero confluire componenti che oggi si sentono disagiate perché marginali rispetto ai perimetri delle coalizioni alle quali appartengono (di sinistra o di destra che siano). Queste componenti potrebbero trovare un fattore comune nel campo della “moderazione”, trovando un buon terreno di convivenza anche con quelle tante forze del vero “civismo”, forse meno politicizzate ma più vicine ed interessate alle problematiche del territorio.

All’interrogativo di cui sopra sulla necessita di un “centro” si potrebbero dare almeno due tipi di risposte. La prima, che storicamente il nostro Paese ha sempre gradito in buona misura questo tipo di area politica e l’accenno iniziale sull’astensionismo attuale può essere una riprova. La seconda che, dato che per governare in Italia lo si può fare solo con coalizioni fra partiti, quelle attuali in genere riescono a formarsi facilmente nei momenti elettorali ma, successivamente, hanno grandi difficoltà nella convivenza. Sia a destra che a sinistra, al loro interno sono all’ordine del giorno spinte verso gli estremi o verso il centro e, per conservare l’integrità della coalizione, si assiste spesso a disastrose concessioni reciproche fra i partiti componenti. Una terza entità come il “centro” comporterebbe per le altre coalizioni di assumere fisionomie più definite e quindi più attente ai programmi e meno a guardarsi alle spalle al loro interno.

Una cosa comunque è, a nostro parere, ineludibile; la ricostruzione di un significativo “centro” passa dal rilancio del suo naturale “mozzo”:Forza Italia. Era pensiero comune che la fine di Berlusconi avrebbe significato la fine di Forza Italia ma i risultati recenti e i successivi sondaggi dicono il contrario, malgrado la sua smunta visibilità di personaggi ed azioni.  La spiegazione di ciò dice che, con tutto il rispetto e la riconoscenza per Berlusconi, la sua assenza non ha comunque intaccato l’immagine del partito in quanto riferimento della “moderazione” liberale, ma anzi ha pulito il campo dai veri o falsi “ingombri” che con la presenza del Presidente, volente o nolente, erano sempre da inciampo.

Il rispettoso processo di “deberlusconizzazione” del partito pare dare dei frutti; attenzione però a scivolate su evidenti bucce di banana, quale è stata recentemente la strenua difesa della non tassazione sugli extra-profitti bancari, che non può non essere vista che come frutto di una interessata ingerenza “famigliare”.

Osservando le cose della politica si ha quindi l’impressione che Forza Italia possa aver in animo di porsi in testa a questa ricostituzione del “centro” e qualche esempio anche a noi vicino, come il suo posizionamento nelle recenti elezioni della nostra Provincia, parrebbe proprio una “prova d’autore” o meglio, la vecchia “brutta” dei temi delle nostre elementari, buttata giù per valutare se meritevole di essere messa “in bella”.

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