MILANO – «Se volete andare con la Moratti fatelo, ma senza di me. Io ho dato la parola ad Attilio Fontana e io la mia parola la mantengo». È quello che Umberto Bossi, fondatore del Comitato Nord, avrebbe detto ai suoi “seguaci” più propensi a passare con il Terzo Polo di Letizia Moratti alle elezioni regionali di febbraio in Lombardia dopo che la Lega di Matteo Salvini ha chiuso le porte ad una lista autonoma del Comitato nella coalizione di centrodestra. Lo riporta il quotidiano “Libero”. Anche se lo stesso Bossi aveva definito «un errore, un’occasione persa» il no alla lista del Comitato Nord.
L’apertura di Moratti
E Letizia Moratti, che oggi, 9 gennaio, ha avviato da Milano e provincia il suo tour “Io sono qui”, lascia aperta la porta ad un accordo con il Comitato Nord, o perlomeno con quella parte pronta allo strappo con la Lega. «Io sono aperta a tutte quelle forze politiche che intendono aderire a un progetto riformista e popolare – le parole dell’ex vicepresidente di Regione Lombardia – la nostra proposta vuole anche dare risposte a tutte quelle persone che non hanno votato alle politiche». Moratti ha invece glissato alle domande dei giornalisti sull’ipotesi di accogliere i fuoriusciti “nordisti” nella sua lista civica, che peraltro ha già iniziato la campagna elettorale.
Il “busillis”
Il punto dirimente è proprio questo: la candidata del Terzo Polo era pronta ad un apparentamento con il Comitato Nord a patto che formasse una lista autonomista a supporto della sua coalizione, oggi formata da Lista Moratti e Azione-Italia Viva. Ma dopo lo stop di Bossi, il Comitato guidato da Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi ha ribadito che «intende proseguire, dentro alla Lega, lungo la strada intrapresa». Eppure una parte della corrente nordista, a partire dai quattro consiglieri regionali espulsi da Salvini (attualmente fuori dai giochi per le regionali), vorrebbe rispondere al “niet” di Salvini portando uomini e voti alla Moratti. Resta da capire come.
