Sumirago, presepi da tutto il mondo: da ammirare nel loro museo ad Albusciago

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SUMIRAGO – Giunti da tantissimi Paesi, sono stati creati con innumerevoli tecniche e altrettanti materiali, tra cui lana, paglia, cera e vetro. Non c’è momento migliore dei giorni prima di Natale per ammirare gli oltre duecento presepi raccolti nel museo di Albusciago a loro dedicato. L’esposizione, dove domenica 23 dicembre si terrà “La notte dei pastori”, è stata aperta al pubblico ieri, sabato 8, e si potrà visitare fino al 27 gennaio.

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Come è nato

Come racconta Chiara Trivi, curatrice del museo insieme al tesoriere Gianni Poretti e al segretario Giorgio Fedeli, la struttura è nata grazie all’opera di Don Adelio Pedelli: «Appassionato di presepistica scomparso cinque anni fa, già dagli anni ‘70 si dedicava alla realizzazione della collezione, compiendo anche viaggi per acquistare le statue e commissionandole agli artisti. La svolta è giunta grazie ad Angelo Stefanucci, presidente dell’Associazione Italiana Amici del Presepio (con sede a Roma e una cinquantina di sezioni periferiche, di cui dodici in Lombardia) che lo convinse a trasformare il suo laboratorio in un vero e proprio museo. L’inaugurazione è avvenuta nel 1990, in occasione del ventunesimo Congresso Presepistico Internazionale, incontro che richiamò a Sumirago trecento esponenti del settore».

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Ventuno diorami sulla vita di Gesù

I lavori presenti non solo si distinguono per i materiali e le tecniche con cui sono stati realizzati, ma anche per il modo in cui è stata concepito lo scenario. Particolarmente spettacolari sono infatti i ventuno diorami, dedicati ai momenti della vita di Gesù, che costellano tutto il perimetro. A differenza della tecnica italiana, che prevede un presepio aperto, si avvalgono di quella catalana, che si concentra sulla profondità di campo e porta lo sguardo dello spettatore in orizzonti più ampi. Importante è stata poi la collaborazione con gli artisti, come Joan Mestres o Manuel Serena. Grazie a loro è nato l’enorme presepio palestinese, che esibisce un’accurata ricostruzione dei costumi e dell’ambientazione geografica. E, a seconda dell’interpretazione, la Natività può essere raffigurata con le statue in ceramica bianca di Mariano Pieroni o in terracotta e cartapesta di Antonio Mazzeo, con una formella di Raffaele De Angelis o riproducendo un quadro di Bartolomé Esteban Murrillo, ma anche collocandola in località inusuali come la Val Gardena o la Costa Brava. I contributi, oltre che dalla Spagna, sono giunti da Danimarca, Germania, Inghilterra, Svizzera, Medio Oriente, Filippine, Messico, El Salvador, Guatemala, Colombia, Perù e Bolivia. Come avviene nell’arte presepiale, Don Adelio è stato allo stesso tempo ideatore, artefice e committente di numerose opere artistiche. E con la sua passione ha riunito i presepi di tutto il mondo.

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museo presepio albusciago – MALPENSA24