Nasce in pizzeria l’associazione solidale voluta da Caianiello. Chiude Agorà

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Nino Caianiello e alla sue spalle il fedelissimo Ciro Calemme

VARESE – L’aveva promesso, ora procede. Parliamo di Nino Caianiello, il mullah, ritenuto il regista di un sistema di finanziamento illecito, con base nella sua Gallarate, tutt’ora al vaglio della procura della Repubblica di Milano. L’inchiesta, come noto, è quella che va sotto il nome di Mensa dei poveri. La promessa di Caianiello era di non occuparsi più di politica, lui, che per anni, ha dettato la linea di Forza Italia in provincia di Varese, condizionando di fatto le alleanze a centrodestra e le nomine nei diversi enti. Basta politica, avanti col sociale. Con un’associazione di promozione sociale (Aps) il cui progetto verrà presentato lunedì 27 gennaio in una pizzeria di Varese; associazione nella quale confluiranno molti esponenti di Agorà, il sodalizio politico/culturale fondato proprio da Caianiello a latere del partito berlusconiano. Agorà è avviata allo scioglimento, abbandonando di fatto l’attività politica per confluire nella nuova organizzazione. Risulta ad esempio che sia già stato disdetto il contratto degli uffici che condivideva con Forza Italia in via Carrobbio, nel capoluogo.

Obiettivo: la solidarietà

Sei mesi agli arresti, prima in carcere poi ai domiciliari. Clamore mediatico senza precedenti anche per la mole di indagati eccellenti accanto al mullah. Il quale ha deciso di farsi da parte, abbandonando la scena pubblica per occuparsi di solidarietà e assistenza ai più fragili. “Ma non sarò io a gestire in prima persona l’associazione” precisa il diretto interessato rinviando per le informazioni del caso a Ciro Calemme, uno dei suoi fedelissimi, varesino che si sta occupando dell’organizzazione della cena fondativa di lunedì. Sentiamolo: “Ci stanno arrivando tantissime adesioni, al di là di ogni aspettativa. Siamo al punto che non abbiamo ancora individuato la sede della riunione proprio per l’alto numero dei partecipanti”. Insomma, la nuova Aps sarebbe già un successo ancora prima di nascere. Di che cosa si occuperà? Di nuovo Calemme: “Il ventaglio operativo è molto ampio, i settori in cui intervenire sono i più disparati. Situazioni di difficoltà si trovano un po’ dappertutto: è lì che lavoreremo, a favore dei più deboli e degli emarginati. Si tratta di un progetto che avevamo in animo da tempo, ancora prima del 7 maggio (il giorno degli arresti,ndr). L’inchiesta della procura milanese ci ha convinto ad accelerare i tempi. Fermo restando che coloro che aderiranno potranno comunque svolgere attività politica, ma fuori dal perimetro associativo”.

In altre parole, Agorà passa dalla politica alla San Vincenzo. Un cambio di prospettive profondo, sostanziale. Quasi una sorta di resipiscenza collettiva. “Attenzione però a non banalizzare – spiega Calemme – Agorà non è coinvolta in Mensa dei poveri: alla nostra associazione non è mai arrivato un euro men che lecito e tracciabile. Non confondiamo i piani, per favore”.

Come Sergio Cusani

E Caianiello? Pronto a spiegare la sua nuova vita: “Mantengo fede a quanto detto pubblicamente e promesso al pubblico ministero Luigi Furno. Del resto, il futuro non è più in questa politica, ma nel sociale. Il nostro intendimento è di mettere a frutto in opere di solidarietà la rete di relazioni creata negli anni. Ad esempio per il reinserimento dei carcerati”. Un’ idea che riprende più o meno consapevolmente quanto realizzato da Sergio Cusani, ricordate?, protagonista di Tangentopoli per la maxi tangente Enimont. Altre storie, certo. Altre somme in ballo. Altri e più diffusi campi d’azione. A proposito, come si chiamerà la nascente associazione? Ecco Calemme: “Vi sono alcune proposte in discussione, decideremo lunedì, tutti assieme. Per ora fermiamoci al progetto che porteremo avanti con convinzione, perché la buona politica è anche questa: collaborare con le amministrazioni su altri versanti, appunto quelli solidali”.

Nel frattempo, la procura sta concludendo il proprio lavoro. A febbraio è prevista l’udienza preliminare per buona parte delle persone coinvolte. Altre undici non sono state ammesse al patteggiamento. Caianiello non ha ancora finito di rendere dichiarazioni ai magistrati. Il futuro giudiziario del piccolo esercito di indagati resta tutto da scrivere. E con un simile futuro bisognerà fare i conti, al di là di ogni buona intenzione per esorcizzare o mondare il passato.

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