I neonazi di Do.Ra presidiano la Procura: «Non ci fermerete»

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BUSTO ARSIZIO – «Tutto tranne che arrenderci». Lo ha detto Alessandro Limido davanti alla procura di Busto Arsizio, chiamando a raccolta gli iscritti della Comunità militante dei Dodici Raggi per protestare contro l’indagine in corso nei loro confronti. Sono oltre 50 gli skin che hanno risposto presente partecipando al presidio che si è svolto senza problemi di ordine pubblico davanti agli uomini della Polizia di Stato e ai carabinieri.

Le ragioni della protesta

Limido non è il solo indagato per «riorganizzazione del disciolto partito fascista». Sono 52 gli avvisi di garanzia emessi contro gli skin di Sumirago. Ma i militanti di Do.Ra. – così come viene più semplicemente chiamata l’associazione diventata persino l’oggetto di un’interrogazione parlamentare due anni fa – raccontano un’altra versione dei fatti. «In due distinte operazioni la polizia ha chiuso la nostra sede e sequestrato qualsiasi tipo di materiale, contestandoci anche l’aggravante di essere banda armata per via di alcuni oggetti rinvenuti nei locali a nostra disposizione: un coltello da cucina trovato in cucina, un bastone e alcune repliche pugnali di libera vendita. Di fatto, solo reati di opinione vengono contestati a un gruppo di onesti lavoratori e giovani studenti. Nessuna violenza, nessun crimine contro il patrimonio, nessuna prevaricazione».

Congiura politica

Secondo Limido, l’azione nei loro confronti è una manovra della politica, in particolare del Pd che più volte, pubblicamente, chiese la chiusura della loro sede. «La politica tesse le sue sporche trame sulla pelle dei ribelli, ribelli di un sistema che ha negato la libertà di pensieri non conformi come il nostro, e si prodiga per la loro estinzione. Ma noi non chineremo il capo di fronte a un’ingiustizia che ha il sapore di inquisizione medievale»

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