Non solo vittime: yoga e socializzazione per le donne assistite da E.va Odv a Busto

BUSTO ARSIZIO – “Creativa–Mente Parlando” raddoppia: il progetto di E.va Odv rivolto alle donne che hanno subito violenza e che sono state collocate in un rifugio a indirizzo segreto viene rinnovato e ampliato con nuovi partner e attività. Sempre con il sostegno dell’amministrazione comunale, ma con una nuova location: gli spazi di Erba Fina a Madonna Regina. Yoga, massaggi, momenti di condivisione e socializzazione e laboratori per i figli delle donne nel “palinsesto” delle iniziative che puntano a «creare relazioni».

Il progetto

Protagoniste di questo progetto, ideato dalla coordinatrice di E.va Odv Cinzia Di Pilla, sono «donne a rischio di isolamento sociale che hanno bisogno di potenziare le proprie risorse sociali, e che, in seguito alla violenza subita, si sentono impotenti, senza controllo né autostima, ma nello stesso tempo vogliono anche staccarsi dall’etichetta di “vittima” e riprendere in mano la propria vita». Il progetto “Creativa-Mente Parlando” le stimola a «creare una relazione di gruppo con altre donne che hanno vissuto esperienze di vita simili: il lavoro in gruppo, in generale, è una strategia di intervento che propone di affrontare una situazione problematica comune agendo prevalentemente sulle capacità dei membri stessi e sulla loro interazione».

Le attività

L’esperienza si svolge «in un contesto protetto, non giudicante e paritario, in cui ragionare su come affrontare la difficoltà, per poi attivare modalità risolutive nella propria vita». Cinzia di Pilla ha raccontato che l’idea del progetto è nata quando una ragazza incinta al settimo mese seguita dal centro è riuscita a sentire i movimenti del suo bambino per la prima volta dopo una lezione di yoga, che le ha permesso di rilasciare tutte le tensioni. Da qui appunto l’idea di organizzare corsi di yoga di gruppo, seguiti da momenti di terapia, dei veri e propri spazi di respiro e tempo di qualità senz’altro benefici. E ancora momenti di socializzazione davanti ad una tisana, laboratori creativi dedicati ai figli delle donne (realizzati dal personale volontario del Cav) e il Flower Massage® messo a disposizione dall’Istituto San Carlo.

Le novità

«L’anno scorso era un progetto pilota a cui ha partecipato una decina di donne – rivela l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni – il successo è stato immediato e sono arrivate tante richieste di altre donne per poter partecipare. Quindi quest’anno, l’amministrazione comunale aumenta l’investimento: si ampliano i posti a disposizione e cambia la location, dallo spazio Fili urbani ai Molini Marzoli agli spazi dell’Erba Fina, in un ambiente tranquillo e nella natura, messo generosamente a disposizione dall’impresa Valota, ma sempre sicuro grazie alla presenza di Lampi Blu, nuovo partner disponibile ad assicurare presidio di sicurezza durante gli incontri». I soggetti coinvolti nel progetto, oltre a E.va Odv e all’amministrazione comunale sono: Lions Club Busto Arsizio Lombardia, Istituto Clinico San Carlo, Casa Rifugio Baobab, Casa Rifugio Felicita Morandi, Bhaga Yoga – Scuola di Yoga, Moto Club SS 33 Sempione & Fondazione Heal – accompagnamento donne, Lampi Blu – sorveglianza, Croce Rossa di Busto Arsizio, Erba Fina.

Basta stereotipi

«Il sistema che vede le vittime nelle case rifugio isolate dal loro contesto familiare e sociale e gli aguzzini liberi va scardinato: intanto per me è un risultato importante se riusciamo a migliorare la giornata di queste donne e le facciamo sentire meno vittime con questi momenti di incontro e di sollievo». L’assessore Paola Reguzzoni sottolinea anche «la capacità di accoglienza di questa rete: le donne seguite da E.va Odv non sono tutte di Busto, della nostra città per fortuna c’è solo una piccola rappresentanza. Ma di fronte alla violenza non c’è confine, così come non c’è confine per la  generosità e la cura, noi accogliamo persone anche da altri territori e nessuno ha mai chiesto a queste donne da dove arrivassero. Questo è uno dei progetti che vede Busto fare da riferimento per un territorio più ampio, soprattutto nei servizi sociali il confine territoriale deve essere simbolico».

Dignità e vita per le vittime di violenza: la nuova sfida della rete di E.va Odv a Busto

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