NOVARA – La «rivoluzione dei fenicotteri» sbarca sotto la Cupola. Questo pomeriggio, sabato 13 giugno, Piazza Gramsci a Novara si è trasformata nel cuore pulsante della protesta della comunità albanese locale. Bandiere, slogan e un messaggio chiaro, gridato a gran voce: «L’Albania non è in vendita».
Il presidio, promosso dall’Associazione Ura, ha visto scendere in piazza una rappresentanza dei cittadini albanesi che vivono in città (circa 1.500) e nel resto della provincia, dove la comunità ne conta il triplo. Una mobilitazione nata in netta contrapposizione con le scelte economiche e politiche del premier Edi Rama, e che si inserisce nel maxi-focolaio di proteste che sta accendendo Tirana e le principali capitali europee, da Londra a Bruxelles.
Il “caso” Sazan e la famiglia Trump
A far traboccare il vaso è stato il via libera ai mega-progetti turistici d’élite, in primis il resort di lusso progettato dalla famiglia Trump sull’isola naturalistica di Sazan e le speculazioni nella laguna di Narta, oasi protette e famose proprio per la presenza dei fenicotteri.
«Il resort nell’oasi dei fenicotteri è solo la punta dell’iceberg — ha spiegato ai cronisti Enea Canaj, presidente dell’associazione Ura —. Diciamo un “no” secco alla svendita dell’Albania agli oligarchi del mondo. Non possiamo restare in silenzio mentre il patrimonio nazionale viene trasformato in un affare per interessi privati».
