NOVARA – Ha finto di essere un Carabiniere per farsi consegnare oltre 30.000 euro in contanti e gioielli, non esitando a spingere a terra e ferire una donna ultraottantenne prima di darsi alla fuga.
La corsa di un trentenne campano, pluripregiudicato, si è però fermata venerdì 3 luglio alla stazione di Venezia, dove la Polizia Ferroviaria lo ha intercettato e ammanettato al suo rientro dalla Germania.
La trappola e l’aggressione
Il drammatico episodio risale allo scorso 5 febbraio nel centro di Novara. L’anziana era stata agganciata con la classica truffa del “falso bando”: una telefonata da un sedicente esponente delle Forze dell’Ordine che la informava di essere indagata per un furto in gioielleria a causa della sottrazione dei suoi dati personali.
Per difendersi, avrebbe dovuto consegnare oro e denaro a un collega che da lì a poco si sarebbe presentato alla sua porta per delle verifiche.
Mentre la donna era ancora al telefono, il complice – il trentenne poi arrestato – è entrato in azione.
Spacciandosi per Carabiniere, si è fatto aprire la cassaforte, facendo man bassa di preziosi per un valore di 30mila euro. Prima di scappare, per assicurarsi la fuga, ha spinto violentemente a terra l’anziana, causandole la frattura di due costole, con una prognosi di 30 giorni.
Le indagini e la fuga all’estero
Le indagini della Squadra Mobile di Novara sono scattate immediatamente. Analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza cittadine, i poliziotti hanno scoperto che il malvivente era arrivato nei pressi della casa della vittima a bordo di un taxi, per poi allontanarsi a piedi dopo il colpo.
Sviluppando questo indizio, gli investigatori sono risaliti all’identità dell’uomo, un trentenne originario della Campania ma formalmente residente in Emilia Romagna e di fatto domiciliato a Napoli.
Già il 23 febbraio scorso, il Gip del Tribunale di Novara aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Quando gli agenti della Mobile si sono recati a Napoli per arrestarlo, il giovane – intuendo di avere il fiato sul collo – si era però già reso irreperibile, fuggendo all’estero.
L’arresto a Venezia
La latitanza in Germania è durata pochi mesi. Venerdì scorso, il trentenne ha fatto rientro in Italia a bordo di un treno ed è stato sottoposto a un controllo di routine da parte della Polfer di Venezia. Una volta accertata la sua reale identità, per lui si sono aperte le porte del carcere.
