Nuovo Maga, Guenzani: «Gallarate non avrà più un museo di livello nazionale»

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GALLARATEEdoardo Guenzani (Città è Vita), ex sindaco di Gallarate, definisce «coraggiosa» la scelta di fondere biblioteca e Maga all’interno della struttura museale di via De Magri e, in alcuni passaggi ieri 8 giugno in Commissione Lavori pubblici, è parso pure condividerla. Ma le sue dichiarazioni finali sono una sentenza: «Questa proposta sancisce la fine di un’illusione: ovvero di fare del Maga una struttura di livello nazionale».

Biblioteca cannibale

Il progetto del Nuovo polo culturale, più volte annunciato negli scorsi mesi dal sindaco Andrea Cassani e dall’assessore Claudia Mazzetti, ieri è stato presentato per la prima volta in Commissione. Le tavole proiettate sul maxischermo non hanno riservato sorprese: la parte espositiva del Maga viene ridotta per lasciare spazio a una biblioteca moderna con strutture leggere e spazi da vivere. Di fatto già da anni i ragazzi di Gallarate occupano gli spazi del Maga ritrovandosi per studiare insieme, intuendo prima di chiunque altro le potenzialità della struttura come sala lettura secondo i canoni contemporanei. Guenzani ha mostrato più di un segnale di apertura in tal senso, ma ha detto: «Non è il Maga che ospita la biblioteca, ma la biblioteca che lascia uno spazio al Maga. Ed è così perché mostre importanti non ci sono più: dopo Missoni ci sono state  solo mostre secondarie. Ben venga dunque il nuovo progetto, ma la biblioteca la farà da padrone».

Gli uomini e gli spazi

«Gli spazi museali rimangono eccome», ha subito ribattuto il sindaco Andrea Cassani. «Dire che il museo verrà cannibalizzato non è corretto». Dello stesso avviso l’assessore alla Cultura, Massimo Palazzi: «La dimensione nazionale di un museo non si stabilisce in base agli spazi, ma agli uomini che lo gestiscono. Il Nuovo Maga assumerà una dimensione internazionale perché con la sala multimediale sarà in grado di trasformare la realtà alle nuove sfide dei tempi. Questo progetto è una risposta a esigenze già emerse da tempo». In risposta a Guenzani è intervenuto anche Giuseppe De Bernardi Martignoni (FdI): «È vero, vent’anni fa il Maga nasceva come polo museale importante, ma allora il contesto era assai differente. C’era Malpensa 2000, un approccio diverso e un coinvolgimento diverso degli enti superiori per far vivere un’opera così grandiosa. Andare quindi oggi ad armonizzare, e non ad assembrare in modo posticcio museo e biblioteca, è la scelta migliore. La collocazione è quella giusta: il nuovo polo culturale per la nostra città sarà un fiore all’occhiello che rimarrà, in maniera sobria ma ben definita».

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