Nuovo ospedale Busto/Gallarate: il Pd non illuda la sciura Maria

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Il metaprogetto del futuro ospedale unico tra Busto Arsizio e Gallarate

L’argomento, il progetto del nuovo ospedale “in condominio” tra Busto Arsizio e Gallarate, rischia di venire a noia, tanto se ne parla e, spesso, se ne parla a vanvera. Nell’elenco dei “blablatori” inseriamo anche la categoria degli scriba, che attorno alla questione ospedaliera hanno già consumato e sprecato fiumi d’inchiostro. Figuriamoci, i giornalisti. E figuriamoci i politici, quella parte di politici che “vorrei ma non posso”. Come i piddini, i quali, in funzione dell’evidenza, sono d’accordo con la necessità di costruire un nosocomio moderno, funzionale, efficiente, che garantisca cure d’eccellenza e sostituisca le obsolete strutture sanitarie delle due città interessate alla vicenda. Ma sono impossibilitati a dirlo con chiarezza per non sostenere indirettamente gli avversari di centrodestra, che hanno avviato e firmano l’opera. E per non scontentare ambientalisti e grillini che vedono nel nuovo polo ospedaliero solo cemento e speculazione.

E allora dissimulano, affermano e smentiscono, il loro assenso è pieno di però, di se e di ma; trovano giustamente modo di mettere in luce le carenze, quasi sempre inoppugnabili, dei due vecchi ospedali, ma confondono le idee alla gente con proposte in controtendenza. A volte giuste, altre volte del tutto strumentali. Pierfrancesco Majorino, candidato alla presidenza di Palazzo Lombardia, annuncia addirittura un dossier sul nuovo ospedale. Per scoprire cosa, che è ineludibile la sua realizzazione?

Ora, nessuno può contestare il fatto che da qui al giorno in cui verrà finalmente inaugurato il nuovo ospedale, la Regione, le autorità sanitarie e amministrative, hanno il dovere di assicurare un’assistenza all’altezza ai cittadini di Busto Arsizio, Gallarate e del loro comprensorio. Ci mancherebbe altro. Ma i partiti d’opposizione hanno altrettanto il dovere di non ingarbugliare la matassa con dichiarazioni fuorvianti, che finiscono per rallentare un iter burocratico e tecnico di per sé farraginoso e interminabile. Se hanno a cuore, come retorica impone, il “bene della comunità”, allora agiscano per accelerare le operazioni di una macchina progettuale oramai avviata, che non può essere contestata a ogni piè sospinto per ragioni politiche e, visto il periodo, per obiettivi meramente elettorali.

Le opposizioni tengano gli occhi ben aperti per evitare che qualcuno sconfini in territori procedurali e finanziari opachi (ci siamo capiti), ma diano una mano – intervenendo quando c’è da intervenire e stando zitti quando c’è da stare zitti – a realizzare un’opera utile a tutti, in un futuro di straordinarie opportunità sanitarie che non possono trovare ospitalità nell’irrazionale dislocamento su due presidi ospedalieri distanti tra loro una manciata di chilometri e, per giunta, strutturalmente inadeguati. L’operazione ha bisogno di contributi concreti e credibili, di critiche, se serve, ma costruttive. Insomma, servono proposte vere, non chiacchiere e fumisterie per demolire.

Sul versante elettorale, quello dell’imminente voto regionale, fa gioco illudere la sciura Maria che l’ospedale sotto casa è più comodo di ogni altra soluzione. Ma più che un’illusione sarebbe una buggeratura, che alla lunga si rivelerebbe come tale. Forse c’è bisogno di un rinnovato senso di responsabilità da parte di tutti. A cominciare da chi ha in mano le leve del comando e, se i sondaggi non sono un bluff, le avrà anche dopo il 13 febbraio. Ma sull’argomento specifico, il senso di responsabilità lo devono dimostrare anche i gruppi d’opposizione, in testa a tutti il Partito democratico. Ciò non significa derogare al compito di essere, appunto, opposizione. Caso mai vuol dire scegliere chi e cosa contestare, non soffermarsi in esclusiva attorno a un intervento che disegna fin d’ora lo sviluppo, sanitario e non solo, di una vasta area della provincia di Varese, probabilmente la più importante. E lo sviluppo di un territorio non lo si agevola con le ambiguità della politica. Ci pare scontato.

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