Ospedale unico e assunzioni, le sfide del nuovo dg dell’Asst Busto/Gallarate

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Eugenio Porfido

BUSTO ARSIZIO – “Lo sa, direttore, che il governatore Attilio Fontana dice che è stato lui a sceglierla per guidare l’Asst di Busto, Gallarate e Saronno, al di fuori dalle appartenenze politiche”? Eugenio Porfido, 62 anni, neo dg degli ospedali che fanno riferimento agli uffici di piazzale Solaro, fa un sorriso. Sorpreso? Chissà. “Se è così, ringrazio il presidente della Regione. Del resto, pur essendo inserito nella lista dei cento possibili direttori generali della Lombardia, non mi aspettavo questa nomina”.
Porfido è nel quartier generale della Sanità locale da una manciata di ore, oggi mercoledì 2 gennaio. Sta prendendo confidenza con la struttura, ma non si sottrae alle domande dei giornalisti. Arriva da Savona, sua ultima sede. Ha maturato esperienze gestionali nelle Marche e poi in Toscana. E’ bergamasco, tifoso dell’Atalanta (“Pensate che colpo se avessimo battuto la Juventus!”), medico di base all’inizio della carriera, poi anestesista e, quindi, manager in giro per l’Italia. Chi lo conosce spende giudizi positivi sulle sue qualità di dirigente. Da martedì 1 gennaio sostituisce Giuseppe Brazzoli, che ha scelto la pensione.

Dottor Porfido, l’Asst della Valle Olona è una realtà complessa.
“Non credo lo sia più di altre realtà. E’ la Sanità nel suo insieme ad essere complessa. Ci sono problemi? Li affronteremo, cercando di risolverli”,

Medici e paramedici lavorano con organici sottodimensionati. In questi mesi hanno spesso lanciato l’allarme. Urgono soluzioni.
“Mi pare siano già stati pubblicati i bandi per assumere nuovo personale. Certo, la questione dei medici specializzati è seria, non va sottovalutata. Risulta però una questione nazionale”.

In altre Asst è stata in qualche modo risolta o, quanto meno, tamponata.
“Vedremo come muoverci. So benissimo che l’imbuto si crea tra i neo laureati e l’accesso alle specializzazioni. Scarseggiano i pediatri, ad esempio. Servono medici di emergenza/urgenza, anestesisti e via dicendo”.

Dicevamo di un’Asst con molte criticità. Parliamo dei reparti doppi tra Gallarate e Busto Arsizio, i cui nosocomi sono stati accorpati tre anni fa.
“Molto è già stato fatto per razionalizzarne la gestione. Continueremo su questa strada. Lasciatemi però il tempo per avere un quadro complessivo ed esaustivo del contesto ospedaliero. A questo proposito ho già chiesto una relazione a chi di competenza”.

Tra le criticità vanno inserite le attese ai Cup, per gli esami strumentali e per le visite ambulatoriali. Detto questo, ha già in mente i tre manager (direttore sanitario, direttore amministrativo, direttore socio sanitario) che la affiancheranno nella direzione strategica?
“Si stanno ancora completando gli elenchi. Occorre qualche giorno per valutate e decidere. Credo però che il vero argomento qualificante sia un altro”.

Ci stavamo arrivando: la realizzazione dell’ospedale unico. Vero?
“E’ li che bisogna lavorare per il futuro, realizzando una struttura moderna, capace di soddisfare la richiesta di assistenza. Ci sono già i fondi necessari per lo studio di fattibilità. Mi pare un decisivo passo in avanti che, in prospettiva, qualificherà la Sanità dell’intero territorio. Dal punto di vista professionale è una entusiasmante sfida. Nel frattempo gestiremo al meglio l’esistente”.

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