VARESE – Scuole superiori senza posti e con iscrizioni degli studenti respinte. Marco Magrini, presidente della Provincia di Varese e Giacomo Iametti, vicepresidente con delega a Istruzione e Formazione, respingono le accuse di mancanza di programmazione.
«Non scherziamo – dicono Magrini e Iametti – sulle scuole la Provincia ha impostato da tempo un metodo programmatico. Poi, va detto, stiamo parlando di un momento di grandi cambiamenti del sistema scolastico, dovuti a una serie di fattori che da qui in avanti influiranno sempre più. Primo tra tutti il calo demografico».
Siluro a Mulas: «Propaganda»
Non solo: Magrini e Iametti tornano poi su uno dei casi più eclatanti che hanno preso spazio nelle cronache dei giorni scorsi, quello della scuola di Bisuschio. Il presidente e il suo vice rimandano al mittente (Leslie Mulas) le critiche.
«Della criticità abbiamo parlato a gennaio con il dirigente scolastico – sottolineano – e possiamo garantire che la soluzione non è quella proposta da Leslie Mulas. Il sindaco di Besano, che è anche consigliere provinciale, dice di voler mettere a disposizione lui le aule, ma qui a Villa Recalcati non è arrivata nessuna richiesta. E poi chi mette i soldi? Come organizza il trasporto pubblico locale? E le certificazioni di sicurezza? Questo per dire che a parole si fa in fretta. Parole, quelle di Mulas, che sembrano essere da campagna elettorale».
Magrini poi approfondisce: «A Bisuschio ci sono una cinquantina di iscrizioni in più rispetto alle disponibilità. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Ovvero: se sono ragazzi provenienti da una zona della provincia in cui c’è un’offerta formativa uguale alla scuola di Bisuschio, il nodo è già risolto».
L’overbooking
Quello delle iscrizioni e dei criteri di accettazione di ogni singola scuola è un sistema delicato che varia rispetto a ogni realtà, nel senso che non ci sono paletti omogenei uguali per tutti. C’è una cornice generale entro la quale i dirigenti scolastici si devono muovere nell’individuare il numero massimo di iscrizioni accoglibili in ragione delle risorse organiche, della capienza delle aule e degli spazi. Questo significa, ad esempio, che se una scuola riesce ad attuare il sistema delle rotazioni delle classi può arrivare a superare il limite stabilito, senza infrangere le norme.
Infatti, sulla base delle indicazioni generali del ministero, sono poi i singoli dirigenti che bilanciano il numero. Le scuole possono anche mettere o non mettere una serie di parametri utili a scremare (e a spalmare su altri istituti) le iscrizioni. Parametri che possono essere geografici, residenziali e altro. Non tutte le scuole hanno gli stessi, alcune ad esempio non ne hanno. «Questo può comportare una serie di problematiche – osserva Iametti – ma non è di competenza della Provincia intervenire e decidere. Semmai, e l’abbiamo fatto, noi possiamo mettere tutti attorno a un tavolo per dipanare le criticità. Però i dirigenti scolastici devono prestare più attenzione alla programmazione dello sviluppo della loro scuola».
Gli studenti da fuori provincia
Il mondo scuola è davvero un mondo. Basti pensare, ad esempio, che il sistema provinciale conta 5.800 studenti provenienti da fuori provincia. E le scuole più gettonate per i “pendolari” sono Saronno, Sesto Calende, ma anche Busto Arsizio dove c’è il Candiani, che offre indirizzi unici nel panorama territoriale e sovraprovinciale.
Inverno demografico e ricadute sui banchi
Ma non ci sono solo problemi. Il sistema scolastico provinciale è uno tra i più equilibrati in Italia, nel senso che tra i licei e gli istituti tecnici non ci sono grandi disparità di iscrizioni e sono costanti nel tempo. Anche se per il prossimo anno scolastico si sono registrati 900 iscritti in meno: «Queste oscillazioni – puntualizza Magrini – a volte rendono difficile mantenere il giusto equilibrio».
E Iametti aggiunge: «La Provincia sulle scuole è davvero in prima linea. Oltre ai bandi vinti e agli interventi in corso e a quelli programmati, ogni anno abbiamo in bilancio circa 10 milioni di euro per le spese di riscaldamento e le manutenzioni interne ed esterne alle scuole». La Provincia, infatti, ha un patrimonio di 80 edifici scolastici, di cui 32 sono scuole e le altre strutture sportive.
