Al Panathlon l’organizzatore delle Olimpiadi invernali. “Cambieranno l’Italia”

Panathlon Varnier Olimpiadi invernali

MILANO – La strada verso le Olimpiadi invernali Milano-Cortina è tracciata. Mancano esattamente 203 giorni al 6 febbraio, giorno della cerimonia d’apertura. Tra difficoltà, imprevisti e ostacoli improvvisi (ogni riferimento alle indagini giudiziarie è puramente voluto) nulla potrà fermare un evento storico per l’Italia e per la città di Milano. Ne è convinto Andrea Varnier, attuale CEO del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, intervistato dal giornalista Filippo Grassia al Panathlon Club Milano.

L’impatto economico e umano

L’impatto stimato sul PIL è di circa 10 miliardi di euro e oltre 70.000 persone saranno impiegate direttamente o indirettamente. Ma sarà soprattutto il fattore umano quello vincente. “I Giochi saranno prima di tutto una festa di popoli e persone e l’evento ha voluto restituire centralità alle scuole, ai giovani, alle famiglie, alle istituzioni locali e nazionali. E’ nella dimensione immateriale – quella del sogno, della partecipazione e della crescita culturale – che il progetto olimpico trova la sua massima espressione” le parole del CEO.

La restituzione ai territori di Milano e Cortina

Secondo Varnier l’eredità culturale, sociale ed economica che i Giochi lasceranno in Italia andrà molto oltre la loro conclusione. “Il progetto di Milano Cortina 2026 si fonda su un modello innovativo e sostenibile, dove la valorizzazione del territorio, la funzionalità delle strutture già esistenti e il coinvolgimento attivo delle comunità locali rappresentano i pilastri di un nuovo modo di concepire le Olimpiadi”. Alcuni esempi? L’utilizzo del trampolino di Predazzo e dell’anello del Biathlon di Anterselva: due luoghi dove la cultura sportiva è radicata, viva e quotidiana, in contrasto con logiche del passato in cui si costruivano impianti ad hoc destinati poi all’abbandono. E ancora. La scelta di ospitare sei villaggi olimpici in diverse località, con il principale a Milano, destinato a diventare il più grande studentato d’Italia, è un segno tangibile dell’eredità proiettata nel futuro. “Abbiamo una grande occasione per mostrare al mondo un’Italia capace di innovare, accogliere, costruire e lasciare un segno. E questa occasione la stiamo cogliendo con tutto l’impegno possibile”.

L’Arena di Verona, abbraccio simbolico tra storia e modernità

L’Arena di Verona sarà un luogo simbolo delle Olimpiadi. Luogo della chiusura della cerimonia olimpica e dell’apertura di quella paralimpica. “Se possiamo rendere accessibile un monumento del I secolo come l’Arena di Verona – le parole di Varnier – possiamo davvero fare tutto. E dobbiamo farlo”. Questo è uno degli obiettivi, forse il principale, del comitato organizzatore. Volontà di coniugare passato, presente e futuro, in un abbraccio simbolico tra storia e modernità, tra la bellezza del patrimonio italiano e l’avanguardia delle strutture. Inciampi politici permettendo.

Duomo City, orgoglio e disdoro

Panathlon Varnier Olimpiadi invernali – MALPENSA24
Visited 143 times, 1 visit(s) today