VARESE – È ancora lontana la parità salariale tra uomini e donne. I dati del territorio varesino aggiornati al 2023 fotografano una differenza sostanziale nelle retribuzioni medie nei due generi. Il divario è tuttora ampio: le donne guadagnano il 18,3% in meno dei loro colleghi uomini. Un dato più basso della media regionale del 21%, con Varese quarta dietro solamente a Pavia, Cremona e Lodi, ma che comunque deve far riflettere (nel video qui sotto le interviste).
Il convegno e i dati
Il tema è stato al centro del convegno dal titolo “Gender Pay Gap e Direttiva Ue: nuove sfide per l’equità retributiva”, promosso dalla consigliera di parità della Provincia di Varese Anna Danesi. L’appuntamento si è svolto oggi pomeriggio, lunedì 13 ottobre, a Villa Recalcati: un’occasione di confronto e approfondimento con partecipazione di accademici, rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali. Riflessioni a partire proprio dai dati diffusi da Letizia Lo Preiato e Camilla Federici dell’Università di Brescia, con un’analisi dei numeri estrapolati dai rapporti biennali 2022/2023. Oltre al dato complessivo del pay gap emergono tanti altri spunti interessanti. Innanzitutto bisogna considerare il perimetro dell’analisi, che tiene conto di 435 imprese con sede legale a Varese con almeno 50 dipendenti, appartenenti al settore secondario o terziario. Per quanto riguarda l’indice di impiego femminile Varese risulta sotto la media regionale: è solo nona in Lombardia.
Gli uomini guadagnano sempre di più
Analizando il livello di inquadramento la presenza delle donne risulta leggermente più alta tra i quadri e gli impiegati, mentre tra i dirigenti e gli operai è maggiore la presenza maschile, così come nel complesso della forza lavoro: 56,6% uomini, 43,4% donne. Tra i contratti indeterminati solo il 42% è in capo a donne, mentre per quanto riguarda il tempo determinato le donne sono il 56%. Nei part time in 3 casi su 4 (il 77,1%) si tratta di donne. Per quanto riguarda il monte retributivo lordo annuo pro capite l’importo corrisposto agli uomini supera sempre quello delle donne: a qualunque livello insomma, che siano dirigenti o operaie, le donne guadagnano sempre meno. Quali soluzioni dunque per invertire questa tendenza? Rafforzare la rendicontazione retributiva ad esempio. Ma anche garantire un accesso equo ai ruoli apicali e migliorare l’equità del lavoro flessibile.
La direttiva Ue
Tra i temi al centro dell’incontro anche la direttiva Ue 2023/970, che punta a rafforzare il principio di parità retributiva attraverso la trasparenza salariale. Ne hanno parlato entrando nel dettaglio Barbara Pozzo e Lilli Casano dell’Università dell’Insubria. Il ruolo della contrattazione collettiva e delle parti datoriali è stato invece affrontato da Piero Baggi (Confapi Varese) e Gianluca Bianchi (Confindustria Varese), mentre Nicol Medina della Uil Lombardia ha messo in evidenza gli strumenti concreti per una parità effettiva. In chiusura l’intervento di Patrizia Pancanti, neonominata consigliera di parità supplente. L’evento rientra nel progetto Nodes, finanziato dal Mur e dall’Unione Europea – NextGenerationEu.
Parità di genere sul lavoro, a Varese le testimonianze delle aziende certificate
parita salariale varese donne – MALPENSA24
