Amsc: basta propaganda basata sulle menzogne. Cassani studi l’aritmetica

Pd gallarate amsc sentenza

Anche in relazione alla recentissima sentenza del Tribunale di Milano sull’azione di responsabilità di Amsc, il sindaco Andrea Cassani getta fango, distorce le informazioni, aggiusta la realtà dei fatti, fa finta di non ricordare, non legge le sentenze oppure non le capisce.

Ricordiamo i fatti, restiamo ancorati alla realtà:

1) Nella campagna elettorale del 2016 il  centrosinistra non ha mai cercato consenso sull’azione di responsabilità evidenziando invece il riordino dei conti di Amsc. Nel 2011 la lunga gestione del centrodestra aveva portato i debiti di Amsc a 31 milioni di euro con continue rilevanti perdite,  al 31.12.2015, grazie al centrosinistra, la posizione finanziaria netta era di 500 mila euro.

2)  Quindi: nel 2011 ogni cittadino gallaratese aveva un debito virtuale legato ad Amsc pari a 585 euro che il centrosinistra, nei suoi 5 anni di gestione ha ridotto a 9 euro con un risparmio pro capite di 576 euro. Vogliamo parlare di cosa significhi amministrare soldi pubblici o vogliamo restare nel mondo onirico di Cassani e Caianiello, quello delle risorse infinite?

3)  Continuiamo con i fatti: il centrosinistra fino al 2016 aveva bloccato l’emorragia di Amsc e l’amministrazione Cassani che fa? In soli due anni riesce a riportare il debito di Amsc a quasi quattro milioni di euro (3,7 per l’esattezza), vuol dire altri 70 euro tolti dalle tasche di ciascun cittadino, anziani e bambini inclusi. E Cassani ha lo sfacciato coraggio di chiedere un mea-culpa? Dove ha studiato l’aritmetica? 

4)  A fronte dei 31 milioni di euro di debiti trovati nel 2011, nel 2012 i Sindaci dei Comuni soci di Amsc, sia di centrosinistra che di centrodestra, hanno ritenuto doveroso conferire mandato al cda Amsc affinché procedesse a proporre azione di responsabilità in sede civile anche in considerazione delle riscontrate gravi violazioni delle norme sull’evidenza pubblica degli appalti di lavori e servizi pubblici (sentenza -pag. 52, 53 e 54 , lodo arbitrale del 30.9.2015 sul Consorzio Seprium e sentenza Tribunale di Busto del 27.3.2017), di cui il legale rappresentante di Amsc era consapevole (pag. 52 sentenza Tribunale Milano);

 5) l’azione civile costituiva l’unica strada percorribile, non c’era alternativa più economica: il Sindaco vada a leggere le pagine 41, 42, 43 e 44 dove si  dice: “manca, palesemente, l’elemento del c.d. controllo analogo indispensabile a connotare la società come “in house” ed a radicare la giurisdizione della Corte dei Conti”. 

6)  Il cda di Amsc, in ottemperanza alla delibera dell’assemblea dei soci, si è affidato, con gara ad evidenza pubblica,  ad un importante studio legale al quale spettava la complessiva conduzione tecnica della causa, attraverso, tra l’altro, l’identificazione degli amministratori responsabili contro cui agire, la verifica di eventuali prescrizioni, l’esame preventivo dell’idoneità delle prove anche in punto di danno e la loro successiva allegazione nel processo.

 7) Ricordiamo infine che il primo atto di citazione era dichiarato nullo dal Tribunale di Milano per difetto dell’editio actionis con concessione di un termine per la riassunzione. A seguito di ciò nel 2017, e cioè in piena amministrazione Cassani, l’atto di citazione era riassunto nei confronti di tutti i convenuti, compresi quelli per cui il Tribunale ha dichiarato prescritta l’azione. Il sindaco Cassani era probabilmente distratto, come spesso gli capita di essere quando cita fatti, numeri e contenuto di sentenze a casaccio. 

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