Pellicini presidente dei Fratelli a Varese: «Con me tutto il direttivo provinciale»

Andrea Pellicini prende in mano le redini di Fratelli d’Italia anche a Varese città

VARESE – Tocca al “fratello” maggiore mettere pace. Capita nelle famiglie e, quando non si arriva a una soluzione interna, anche nei partiti. In questo caso tra i meloniani varesini. Sarà Andrea Pellicini, il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, a guidare il circolo cittadino. Il nome del coordinatore dei meloniani in provincia di Varese è stato messo sul tavolo per rompere l’impasse in cui si erano infilati i Fratelli varesini. Obiettivo: porre fine alle alle scaramucce tra le varie anime interne ed evitare una guerra intestina. Pellicini, infatti, che diventerà presidente effettivo il prossimo 24 marzo durante un’assemblea degli iscritti, ha l’appoggio di tutto il partito (il suo nome ha trovato d’accordo il direttivo provinciale) a partire dal commissario Giuseppe De Bernardi Martignoni.

Non un uomo solo al comando

Andrea Pellicini, a Varese, non sarà un uomo solo al comando. Come avrebbe rischiato invece di essere qualsiasi altro esponente cittadino nominato per guidare il partito a Varese città. E il perché è presto detto. Primo: se da un lato il nome del presidente provinciale era l’unica via percorribile, dall’altro Pellicini arriva alla guida di Varese con il sostegno di tutto il partito. Cioè, a volerlo come presidente cittadino è stato l’intero direttivo provinciale composto da esponenti bustocchi, gallaratesi e di tutto il Varesotto.

Varese deve tornare forte

In due parole: il provinciale, ha deciso di tutelare e quindi prendere mano un circolo riottoso e incapace di arrivare a una sintesi interna. Insomma, Varese, città capoluogo, è troppo importante per Fratelli d’Italia e il partito della Meloni, lanciatissimo sul piano nazionale e forte a Busto, Gallarate, Saronno e Luino non può permettersi di avere il proprio tallone d’Achille proprio nella “città regina” del Varesotto.

Non solo. Il fatto che la scelta sia state benedetta da tutto il partito, mette la soluzione al riparo da eventuali critiche extra-territoriali e dei livelli superiori. E ancora, perché in effetti la soluzione adottate è piuttosto singolare, in questo modo è come se ogni componente del direttivo provinciale si sia preso un pezzo di responsabilità nell’azione di rilancio e ricostruzione del circolo varesino, che Andrea Pellicini dovrà metter in campo dal 24 marzo in poi.

Le tre anime

Inoltre a dare supporto all’azione del presidente cittadino si saranno: Giuseppe Marzotto, considerato vicino a Salvatore Giordano (ma non indicato direttamente da Giordano); Luigi Zocchi, “targato” Circolo Tricolore, ma voluto in questo nuovo incarico dal partito per dare ancor più forza all’attività in consiglio da capogruppo e Augusto Basilico, rappresentante della “terza via” varesina dei Fratelli, ovvero “gli equidistanti” (da Giordano e e dalla Meucci).

Niente cugini. Solo Fratelli

Un tris di nomi, quelli che affiancheranno Pellicini, che spiega perfettamente la volontà di chi ha lavorato per trovare questa soluzione: ovvero includere per dare forza al partito, evitare scelte dolorose di tagliare fuori qualcuno, per non lacerare una sezione che (non va negato e neppure dimenticato) ha problemi di affinità “personale”, ma che deve tornare solida e soprattutto unificare i circoli. Ovvero, da qui in avanti non ci sarà più Fratelli d’Italia e Tricolore, ma solo il partito.

Filosofia ben descritta da una frase condivisa sia dal commissario De Bernardi Martignoni che dal presidente Pellicini: «A Varese non ci sono cugini, ma solo Fratelli d’Italia». Parole che accompagneranno un percorso nuovo. E che, al di là dell’entusiasmo (reale o di facciata) manifestato da tutti, non sarà certo in discesa. Anche per una persona di grande esperienza e diplomazia come Andrea Pellicini.